23 Gennaio 2013

Sorpresa in Israele Arretra la destra exploit dei centristi

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Era da lungo tempo che Netanyahu pianificava queste elezioni. Nel dettaglio. Ultime mosse la riunificazione tra il suo partito, il Likud, e quello ultraortodosso Israel Beitenu, e la spinta verso le elezioni anticipate. Da queste elezioni sarebbe dovuta uscire una maggioranza che gli avrebbe permesso, finalmente, di attaccare l’Iran, come ha spiegato durante la campagna elettorale (“la prima sfida è impedire l’atomica iraniana”). Ma non sembra essere andata proprio come sperava, almeno stando ai primi risultati (ancora non definitivi).

La destra vince, ma arretra. In particolare la nuova creatura di Netanyahu prende meno voti di quanti ne avevano presi in precedenza, quando ancora i due partiti marciavano separati. Mentre, a sorpresa, esplode il centro di Yair Lapid, che ha puntato tutto sui problemi sociali dei cittadini israeliani, non pochi in realtà. Vero protagonista di questa tornata elettorale, si è già detto disponibile ad entrare in un nuovo governo, ma insieme a Kadima e ai laburisti. Un modo per far tornare in gioco due partiti che hanno preso percentuali da prefisso telefonico (Kadima quasi scompare con il 2% e i laburisti, pur se raddoppiano, hanno il 6%), ma che hanno rappresentato finora un argine a certe politiche estreme di Netanyahu.

Ma ora i giochi devono passare per le mani del presidente Shimon Peres. Ci vorrà del tempo per comporre il nuovo governo israeliano, che avrà il compito di rapportarsi con un mondo arabo sempre più in fermento.