23 Gennaio 2013

Anche Bersani frena "F35, limitiamo le spese Prima viene il lavoro"

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La querelle sull’acquisto di 90 F35 da parte dell’aviazione italiana, costo stimato intorno ai 12 – 13 miliardi di euro, ha una nuova svolta. Pierluigi Bersani, sostenitore della spesa durante il governo Monti, ha un ripensamento. E dichiara che forse non è il caso di comprare tutti quegli aerei. Il taglio alla spesa militare, aggiunge, potrebbe permettere di reperire fondi da destinare allo sviluppo. La dichiarazione di Bersani arriva proprio nel giorno in cui Renzi, finora ai box, scende in campo a sostenere la campagna elettorale del Pd. Segno che qualcosa si è mosso all’interno del partito.

Sugli F35 di recente era scoppiata una bufera a causa di un articolo pubblicato sul Sunday Telegraph. Nel giornale inglese veniva riportato un documento interno del Pentagono che evidenziava la fragilità del mezzo al pericolo fulmini, particolare certo non indifferente per un areo da guerra.

In realtà oltre che ai fulmini, gli F35 risultano fragili anche ad altro. Riportiamo a questo proposito un’altra parte del documento del Pentagono, pubblicata sul quotidiano online Europa:

“Nella revisione dei dati e delle analisi relative all’F-35 non sono stati identificati rischi sufficienti a precludere la produzione. Sono state tuttavia identificate cinque problematiche che possono portare a gravi conseguenze. Le azioni correttive alla radice di questi problemi sono ancora in fase di sviluppo: il Sistema di Visualizzazione Montato sull’Elmetto, il Sottosistema di Scarico del Carburante, il Pacchetto di Potenza Integrato, il Sistema di Arresto della Marcia e un problema non divulgabile (classified). Sono state inoltre riscontrate tre problematiche che possono portare a gravi conseguenze e si è in attesa dei risultati di un’ulteriore ricognizione: Buffet, Resistenza sotto sforzo ed Esecuzione dei test. Sono state infine riscontrate altre cinque problematiche che possono portare a conseguenze non gravi, ma la quantità di problemi di questo tipo può portare ad un rischio cumulativo: Software, Gestione dei Pesi, Problemi termici, Sistema di Informazione Logistica e Protezione dai Fulmini. L’impatto combinato di queste criticità dà luogo ad una mancanza di fiducia nella stabilità della struttura del velivolo. La squadra QLR ha concluso che questa mancanza di fiducia, unita alle conseguenze relative alla necessità di apportare delle modifiche al progetto, suggerisce una seria riconsiderazione degli appalti e una ripianificazione della produzione”