4 Gennaio 2013

Il petrolio delle Falkland contese

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L’incrociatore Generale Belgrano. Il suo affondamento da parte della marina britannica fu il punto di svolta della guerra

La guerra delle Falkland? «Allora entrambi i governi usarono il conflitto territoriale delle Falkland/Malvinas per i loro scopi. I militari in difficoltà per rianimare la loro dittatura con il fervore nazionalista ma anche la Thatcher che scelse la guerra, una guerra sanguinosa che costò agli argentini il triplo delle vittime britanniche, per risollevare la sua immagine in una gran Bretagna allora sconvolta e impoverita dalle politiche neoliberiste». Così Marco Bechis, regista tra l’altro di Garage Olimpo, sulla Repubblica del 4 gennaio.

Nell’intervista Bechis si sofferma sul referendum indetto nelle Falkland per marzo, nel quale gli abitanti dovranno decidere se restare sotto la sovranità inglese o diventare cittadini argentini: «Questa vicenda del referendum è  molto strumentale. È del tutto evidente che non esiste alcuna possibilità che i residenti nelle Malvinas chiedano di diventare argentini. Ma questo non annulla il problema. L’arcipelago si trova a poche centinaia di chilometri dalle coste dell’Argentina e a migliaia dall’Inghilterra. E gli inglesi non sono lì per amore dei kelpers [gli abitanti delle Malvinas ndr.] ma per ragioni geopolitiche ed economiche, dal petrolio alle risorse ittiche».