28 Dicembre 2012

Un comando militare unificato per i Paesi sunniti del Golfo

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bandiera dell’Arabia Saudita

«Tre giorni fa i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (il Gec) hanno annunciato la nascita di un “comando militare unificato”: un passo in senso federale che l’Unione europea non è riuscita a fare in sessant’anni. Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Emirati arabi e Oman hanno poi ammonito l’Iran: “non interferisca nel Golfo”, e avvertito: “Il massacro in Siria va fermato”». Così Giordano Stabile sulla Stampa del 28 febbraio. 

Per Stabile, ormai si è creata «una faglia che taglia in due il Medio Oriente e diventa sempre più calda. Da una parte le potenze sciite, schierate con l’Iran, dall’altra il blocco sunnita che ruota attorno all’Arabia Saudita e si salda in questo momento con le posizioni dell’Occidente e di Israele. La divisione fra i due rami dell’islam è secolare ma adesso ha assunto la caratteristica di una contrapposizione militare. I due blocchi si armano, combattono per interposta persona nella guerra civile siriana, si fronteggiano in quella sempre latente libanese, rischiano di frantumare l’Iraq. Mentre il dossier nucleare iraniano è quello che potrebbe scatenare una guerra aperta». 

L’articolo dettaglia l’arsenale militare che i Paesi del Golfo stanno acquistando sul mercato degli armamenti occidentale: dai missili agli aerei da combattimento.