2 Giugno 2022

Il messaggio dell'ajatollah Khamenei a papa Francesco

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L’ayatollah Alireza Arafi, responsabile dei seminari islamici iraniani, in una visita presso la Sede apostolica di Roma, si è fatto latore di messaggio dell’ayatollah Khamenei a papa Francesco. Un messaggio verbale, riportato dall’Agenzia di stampa statale iraniana Irna, che lo ha riferito come segue.

“Nel corso dell’incontro, l’Ayatollah Arafi ha affermato che la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica iraniana ha inviato i suoi saluti e lodato il suo operato e il suo rapporto costruttivo con l’America Latina”.

“Lodando le Sue posizioni sul consolidamento delle relazioni tra Islam e cristianesimo, l’Ayatollah Khamenei ha sottolineato che ci aspettiamo che Lei continui ad agire in difesa degli oppressi del mondo, in particolare in Palestina e Yemen, e ad avere posizioni chiare e trasparenti”.

Ha osservato che “la Guida suprema si aspetta che vengano intraprese azioni concrete in difesa dei palestinesi e afferma che la risoluzione [dell’annosa controversia] dovrebbe essere basata sul voto popolare e sulle elezioni tra tutti i palestinesi, compresi i fedeli di tutte le religioni riconosciute dal governo palestinese.”

Non è usuale che l’ajatollah di Teheran, punto di riferimento dell’islam sciita, invii un messaggio al Papa, anzi in realtà non abbiamo memoria di qualcosa del genere in passato (ma la memoria è fallace, si sa). Inoltre, colpisce non poco la lode del messaggio, in particolare il riconoscimento di quanto Francesco si sia speso per gli oppressi del mondo (al di là degli esiti, che non sono ovviamente nelle sue mani).

Francesco ha tentato in varie circostanze di attutire le conflittualità che si sono create in questi decenni tra l’islam e la cristianità, generate e sviluppate secondo i dettami del perverso scontro di civiltà che ha devastato il mondo.

E in tale ambito ha avuto modo di incontrare diversi esponenti di rilievo del mondo islamico, compresi esponenti del mondo sciita, tra i quali spicca l’ajatollah Alouk al-Husaynī al-Sīstānī, la guida spirituale degli sciiti iracheni, incontrato nel corso della sua visita in Iraq del marzo 2021.

Ma al Sistani è figura stimata anche in Occidente, essendo stato un punto di riferimento e di pacificazione durante il lungo caos iracheno seguito all’invasione americana, mentre l’ajatollah Khamenei è inviso all’America e a Israele, con tutte le conseguenze del caso.

Da qui anche l’importanza del messaggio, al quale il papa, secondo quanto riferisce ancora Irna, ha risposto inviando “i suoi saluti alla Guida della Rivoluzione Islamica dell’Iran e alle autorità religiose iraniane”.

Sono momenti delicati per l’Iran e tutto il Medio oriente, dal momento che le trattative per il ripristino dell’accordo sul nucleare iraniano, siglato da Obama e stracciato da Trump, sono andate in stallo nonostante le delegazioni iraniane e americane, impegnate da tempo nei negoziati, avessero superato diversi ostacoli in tal senso.

E, senza un accordo, le tensioni mediorientali sono destinate a salire alle stelle, sovrapponendosi e intrecciandosi con quelle globali prodotte dalla guerra in corso nell’Europa dell’Est.

Sul punto si segnala che, l’11 maggio, Israele ha lanciato la più massiva esercitazione militare degli ultimi decenni, simulando un attacco su larga scala contro l’Iran in coordinamento con l’esercito americano.

Il cenno distensivo registrato in Vaticano è cosa in sé minima rispetto alla furia bellicista che imperversa nel mondo, ma è una scintilla di speranza che pure val la pena segnalare.

Ps. Alcuni media danno la notizia dell’incontro tra I’ayatollah Alireza Arafi e il Santo Padre, ma nessuno  riporta il messaggio dell’ajatollah Khamanei a papa Francesco che è stato riportato anche in un video della Tv iraniana. Invano ne abbiamo cercato notizia su un media cattolico, ma forse ci è sfuggito qualcosa…