19 Maggio 2022

America: le stragi parallele di Buffalo e Laguna Woods

Tempo di lettura: 3 minuti

La strage di Buffalo, dove un pazzo ha ucciso dieci afro-americani, ha suscitato dolore e indignazione. Ma è stata anche un’occasione per gettare benzina sul fuoco delle lacerazioni dell’America, perché la matrice suprematista dell’attentato è stata brandita come una clava dal potere politico-mediatico Usa contro i suoi avversari, in particolare i sostenitori di Trump.

A rendere quasi automatica tale dinamica, anche il fatto che la tragedia è avvenuta in un momento delicato: in questi giorni, infatti, si stanno svolgendo le elezioni interne al partito repubblicano per designare i candidati alle midterm di novembre; e i candidati sostenuti dall’ex presidente si stanno confrontando con quelli sostenuti dall’establishment del partito.

Particolare bizzarro, o forse no, nel riferire le motivazioni dell’attentatore, identificato come Payton Gendron, sono state derubricate a secondarie le sue derive naziste, evidenziate bene invece da Timesofisrael e qualcun altro, pur presenti nel delirante manifesto che ha pubblicato sui social prima della strage.

Peraltro, in tale astrusa documentazione qualcuno ha notato un simbolo nazista usato anche dal battaglione Azov. In un momento in cui tale battaglione è presentato in versione eroica si evidentemente voluto evitare di recare nocumento alla narrazione…

Interessante, sulla strage, quanto riportato dal Washington Post: “Secondo funzionari anonimi che hanno citato le indagini in corso, alla fine dello scorso anno qualcuno ha chiamato la polizia per riferire che Gendron aveva reso dichiarazioni allarmanti, minacciando di sparare nel corso della sua festa di laurea”.

“Le dichiarazioni di Gendron hanno preoccupato alquanto le autorità, tanto che l’8 giugno del 2021, lo hanno preso in custodia per poi indirizzarlo a un vicino ospedale perché valutasse lo stato della sua salute mentale, hanno aggiunto le fonti”.

“Una persona che segue le indagini ha detto che, a scuola, all’adolescente era stato chiesto di parlare dei suoi progetti per il futuro e questi ha risposto ‘omicidio-suicidio’. C’era materiale bastevole per suscitare preoccupazioni, ha detto questa persona, ma non per indagare ulteriormente”.

Inoltre, in un articolo di un media di Buffalo del luglio del 2019 si spiegava come l’Fbi stesse monitorando alcune persone della zona, “circa sei”, perché ritenute potenziali stragisti. L’America, infatti, da tempo soffre l’imperversare di pazzi che, d’improvviso e con certa puntualità, si rendono protagonisti di fatti efferati.

Peraltro, va notato che negli ultimi anni, e soprattutto dopo l’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio, l’ambito dei supramatisti bianchi è monitorato con attenzione quasi ossessiva, dal momento che è indicato come la più grave minaccia interna.

Insomma, c’erano tutte le premesse per prevenire quanto avvenuto e non è stato fatto.

In parallelo a Buffalo, un altro attentatore solitario ha colpito nella Chiesa presbiteriana Geneva di Laguna Woods, in California, frequentata dalla comunità taiwanese. Gli spari hanno causato un morto e quattro feriti. Un crimine contenuto rispetto all’altro, ma solo perché i presenti sono riusciti a bloccare il killer prima che infierisse ulteriormente. Dopo di che hanno chiamato la polizia.

A sparare è stato David Chou e il suo crimine sarebbe dovuto all’acrimonia verso Taiwan per le recenti tensioni con la Cina. Questo, almeno, quanto riferito dai media, in linea con la crescente narrazione tendente a mettere in cattiva luce la Cina. Sorpresa, Chou, da tempo residente in America, non è un emigrato cinese, ma proveniva da Taiwan

Gli attentati di cui sopra alimentano confusione e incertezza in un America già dilaniata dal conflitto interno di cui sopra, che si interseca con le conflittualità esterne, in particolare con le nuove tensioni con la Russia che si sommano a quelle persistenti con la Cina; e le tensioni più o meno sottotraccia che percorrono l’ambito politico e diplomatico per la difficile trattativa per rinnovare l’accordo sul nucleare iraniano, che in questi giorni vede momenti decisivi.

Le stragi parallele di Buffalo e Laguna Woods di certo non aiutano le autorità americane ad affrontare tali complesse problematiche con la lucidità necessaria.