23 Luglio 2012

Un paradiso off-shore per l'evasione, il riciclaggio e il terrorismo internazionale

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«C’è una manciata di persone di tutto il mondo che ha depositato nei paradisi fiscali qualcosa come 21 mila miliardi circa di dollari americani. È una cifra impressionante, stratosferica. È una somma pari al Pil prodotto negli Stati Uniti e a quello giapponese messi insieme, due tra i paesi più ricchi del Pianeta». É quanto si legge su un articolo apparso il 23 luglio su Repubblica che riporta i risultati di una ricerca condotta dall’organizzazione britannica Tax Justice Network. La ricerca è stata realizzata da James Henry, ex capo economista della società di consulenza McKinsey, ed è «basata su dati della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale, delle Banche centrali nazionali, dell’Onu e della Banca dei regolamenti internazionali».  Spiega Repubblica: «Sono soldi sottratti al fisco, qualunque esso sia; soldi tolti agli investimenti produttivi e al lavoro; soldi molto spesso frutto di operazioni di riciclaggio della criminalità organizzata o del terrorismo internazionale». La ricerca ha preso in considerazione «esclusivamente la ricchezza monetaria depositata nelle banche e gli investimenti finanziari realizzati, non le proprietà immobliari né gli yacht. Così la stima della ricchezza off-shore arriverebbe a ben 32 mila miliardi di dollari».