8 Aprile 2022

Carlson: i democratici hanno deciso di sostituire Biden

Tempo di lettura: 3 minuti

Tucker Carlson, l’anchorman più ascoltato d’America (e forse del mondo) ha dato la notizia. Forse profetico forse no, ma l’annuncio che il tempo di Joe Biden alla Casa Bianca è in scadenza, o magari già scaduto, non nasce certo dal nulla, dal momento che tale ipotesi era stata ventilata fin dal tempo dell’intronizzazione del vegliardo.

Ma l’arrivo alla Casa Bianca di Barak Obama in occasione del 12° anniversario dell’introduzione dell’Affordable Care Act ha reso evidente che l’establishment del partito lo ha abbandonato al suo destino.

Le immagini del presidente che si aggirava con aria persa tra la folla di politici gaudenti, nell’indifferenza generale, anche di Obama (che lo ha ignorato quando gli ha messo la mano sulla spalla per richiamarne l’attenzione), sembra un punto di non ritorno.

Presidente debole, consensi in picchiata, il partito lo ha mollato. Nel ricordare la storia della sua elezione, Carlson ricorda come fu scelto solo perché appariva l’unico candidato democratico in grado di sbarrare la strada alla Casa Bianca a Sanders, il cui consenso continuava a salire.

Ha vinto, ma ora non va più bene. Carlson usa un’immagine icastica per spiegare quanto sta accadendo. Per i democratici, dice è venuto il tempo di “sbarazzarsi” del vecchietto.

“Per la maggior parte delle persone suona duro e spietato – continua Carlson -, ma nel regno animale è una risposta del tutto naturale. È la prima regola dei branchi di cani. Ad esempio, se un cane vacilla o resta indietro, gli altri cani lo uccideranno, anche se provengono dalla stessa cucciolata. Sì, è un fratricidio, ma non è niente di personale. È una questione di sopravvivenza di gruppo”.

E conclude: “Quindi, hanno deciso di sostituire Joe Biden, punto, ma come lo faranno e con chi lo sostituiranno? Questo è ciò che non sappiamo”. In effetti, c’è un primo problema: sostituirlo prima delle midterm di novembre rischia di rendere ancor più debole l’immagine del partito, che rischia di perdere ancora più seggi di quanto già si prospetta.

Inoltre, l’eventuale cappotto dei repubblicani sarebbe addebitato al sostituto, meglio alla sostituta, dal momento che a prendere il suo posto dovrebbe essere la vicepresidente Kamala Harris, la cui presidenza ne risulterebbe così fiaccata in partenza. Quindi, l’eventuale cambio dovrebbe essere successivo al voto, magari come brillante risposta del partito all’eventuale debacle.

Certo, la Harris non piace a tanti nel partito democratico come non piace agli americani e la sua presidenza potrebbe essere la più invisa della storia degli Stati Uniti, ma non si comprende con chi altro possa essere sostituito Biden, dal momento che le regole del gioco sono chiare.

Se salta il presidente per malattia, impedimento o morte (accidentale o  assassinio), a prendere il suo posto deve essere il vice. Punto. Così non si capisce bene a cosa alluda Carlson quando si domanda chi possa sostituire Biden.

Il fatto è che proprio la palese inanità della vice ha impedito finora il cambio di guardia, consentendo al vecchio navigatore di presiedere ancora alle cose dell’Impero. Ma forse una Harris commissariata in tutto potrebbe funzionare, un po’ come funziona per Zelensky.

Sarebbe difficile evitare tragiche gaffe come la risata isterica in risposta alla domanda sull’accoglienza negli Usa dei rifugiati ucraini, ma ci si potrebbe provare. Detto questo, se davvero fosse questo il tragico destino dell’America, c’è un po’ da preoccuparsi, dal momento che la vice sembra approcciarsi alla cosa pubblica con una leggerezza inquietante.

Con il conflitto ucraino in corso e un partito della guerra – frenato da Biden – che chiede a gran voce un ingaggio diretto  dell’America, la prospettiva di una Harris al potere e col dito sulla valigetta nucleare non è affatto rosea.

E questo potrebbe essere un punto a favore della sopravvivenza politica e biologica di Biden, dal momento che non tutti gli esponenti democratici condividono l’opzione Armageddon . Forse non basterà. Vedremo.

Ps. Nello stesso giorno del video del presidente sperduto, la bomba: un tizio ha copiato il contenuto del portatile di Hunter Biden, il figlio del presidente (da tempo al centro di un taciuto scandalo) e intende diffonderlo con l’aiuto di “esperti” del settore tecnologico (Daily mail).