11 Febbraio 2022

Pandemia: si allenta la presa e sorgono nuovi interrogativi

Tempo di lettura: 4 minuti

La pandemia molla la presa il mondo si sta preparando al nuovo. Dopo la Danimarca e Gran Bretagna, altri Paesi hanno iniziato ad allentare le restrizioni sociali, mentre la Svezia ha dichiarato “finita” la pandemia. Il nostro Paese, al soito, va a rimorchio e fatica a scrollarsi di dosso restrizioni ormai del tutto inutili come il green pass, semmai sia stato utile, nonostante siano state prese alcune decisioni in tal senso.

Ma al d là dell’italica tragedia, per capire che il mondo è ormai cambiato basta leggere la conferenza stampa della portavoce della Casa Bianca Jen Psaki: “Vorrei far notare che il Presidente è stato chiaro che non stiamo spingendo per i lockdown; non siamo mai stati pro-lockdown. Quella non era la sua agenda. La maggior parte dei lockdown, in realtà, sono stati decisi sotto il precedente presidente” (dal sito della Casa Bianca).

Cambia così la narrativa e ora l’amministrazione Biden tenta di svicolare anche a costo di usare palesi bugie, dal momento che tutti i media mainstream hanno criticato Trump per il suo approccio eccessivamente prudente verso le restrizioni chieste dagli “esperti”, i quali sono stati decisivi nell’affossarlo e aprire la via alla nuova amministrazione.

Ma così va il mondo, e i democratici devono pur far qualcosa in vista delle elezioni di midterm, nelle quali rischiano di perdere tutto con complicanze a tutto campo, a iniziare dalla possibilità che il Congresso apra inchieste sulla gestione della pandemia e su Big Pharma.

Lo scienziato della Casa Bianca pagato da Big Pharma

In questo cambio di guardia, val la pena segnalare l’allontanamento del capo dello staff scientifico della Casa Bianca Eric Lander, dimesso per malversazioni verso i suoi sottoposti, costretti a lavorare in un “ambiente tossico”.

Il bullismo di Lander era pregresso ed è probabile che la sua emersione in questo momento non sia affatto un caso, ma sia frutto di una resistenza a un avvicendamento o a un cambio di passo.

Al di là della futura gestione pandemica, grazie a tali dimissioni ha avuto nuova pubblicità una circostanza già emersa in precedenza, ma prontamente tacitata (e forse non estranea all’allontanamento), cioè che Lander percepiva lauti emolumenti, sotto forma di partecipazioni azionarie, dalla BioNTech produttrice, insieme alla Pfizer, del noto vaccino.

Azioni che avrebbe dovuto di dismettere, ma lo ha fatto con certo ritardo, secondo quanto riporta il Washington Examiner, che ha riferito di qualche protesta a proposito di tale tempistica.

Nulla di illegale o di eticamente errato, invece, nel fatto che abbia promosso la vaccinazione, secondo quanto ha detto a un giornale americano la Casa Bianca. E però, il conflitto di interessi resta palese.

Si tenga conto che il parere del capo dello staff sanitario della Casa Bianca potrebbe avere un certo peso nella CDC (il Centers for Disease Control and Prevention, cioè la Sanità americana) e in altri ambiti sanitari legati all’amministrazione, che in questi anni hanno dettato legge al mondo – all’Occidente almeno – per quanto riguarda la politica delle vaccinazioni, se cioè somministrare il booster a tutti o solo alle fasce più fragili o se vaccinare i bambini e altro.

Si ricordi, ad esempio, che le richieste di Pfizer e Moderna di somministrare il booster a tutte le fasce di età avanzata nel settembre 2021 sollevò un’alzata di scudi nella FDA, l’ente del farmaco Usa, con il comitato consultivo, formato dai più esimi scienziati Usa, che aveva votato in massa contro l’autorizzazione.

Una levata di scudi che non ebbe alcun effetto, dal momento che la CDC decise poi secondo i desiderata delle Case farmaceutiche, con decisione che poi si allargò all’Europa e a parte del mondo (si noti che ora la CDC ha “scoperto” che il booster è stato inutile per le persone sotto i cinquant’anni…).

Sapere che a dirigere lo staff scientifico della Casa Bianca mentre erano in ballo tali decisioni c’era una persona pagata dalla BionTech (1) non è il massimo della rassicurazione.

La omicron non doveva essere più “lieve”

Interessante, sotto un altro profilo, anche l’intervista rilasciata a Die Welt dalla dottoressa Angelique  Coetzee, la scienziata che in Sudafrica ha scoperto la variante Omicron. Un’intervista titolata con una frase significativa della stessa dottoressa: “Non mi metteranno a tacere”.

Domanda del cronista: “Si dice che ti sia stato chiesto di dire che la Omicron era grave quanto le varianti precedenti. È corretto?” Risposta: “Mi è stato detto di non dichiarare pubblicamente che si trattava di una malattia lieve. Mi è stato chiesto di astenermi dal fare tali affermazioni e di dire che si trattava di una malattia grave . Mi sono rifiutata”.

Nello specifico, le era stato detto: “Come si spiega che si tratta di una malattia lieve? È una malattia grave: guardi le mutazioni”.

A far pressioni sulla Coetzee erano scienziati dei Paesi Bassi (Bruxelles?) e della Gran Bretagna, ma, all’insistenza del cronista, che le chiedeva di essere più esplicita, la dottoressa ha risposto di non volersi “impegnare in lotte politiche”.

Si ricordi che al momento dell’apparizione della omicron dilagò il panico e la voce della scienziata sudafricana fu sommersa dagli allarmi provenienti da altre fonti, molto meno informate di lei.

Allarmi che dicevano appunto che l’enorme numero di mutazioni faceva della omicron un pericolo più oscuro della variante precedente, con minaccia incrementata dall’alta contagiosità e che addirittura omicron “bucava” i vaccini (furono anche Pfizer e Moderna a lanciare quest’ultimo allarme, dicendosi pronte a produrre un vaccino specifico).

Forse in base a questa esperienza, la Coetzee, alla domanda se pensa che alcuni scienziati non abbiano a cuore il bene comune, ha risposto: “Sì, penso di sì”. Non è la sola.

Aver scoperto la variante che sembra aver salvato il mondo dalla pandemia in realtà non ha portato fortuna al Sudafrica, che non solo si è vista isolata dal mondo per evitare il contagio, ma ha avuto anche il Parlamento incendiato.

(1) Il meccanismo delle “porte girevoli”  attraverso il quale i dirigenti pubblici dopo aver assunto decisioni favorevoli ad un casa farmaceutica ne diventano, ben pagati, consulenti o dirigenti è stato ben descritto nella docu-serie TV Dopesick. In quel caso si trattava di antidolorifici oppioidi e di un dirigente di FDA. Ma poco cambia nella dinamica e nello scopo.