17 Gennaio 2022

Il Ceo di Pfizer: le restrizioni finiranno dopo questa ondata

Albert Bourla

“Il Ceo Pfizer Albert Bourla lunedì ha dichiarato che, sebbene lo ‘scenario più probabile’ sia che il coronavirus circolerà per molti anni a venire, crede che l’attuale ondata di infezioni sarà l’ultima a richiedere restrizioni”. Così su Timesofisrael, che riferisce di un’intervista dello stesso al canale francese BFM TV.

Dichiarazioni importanti perché il mondo fino a questo momento ha ballato sulla musica imposta dai signori dei vaccini e degli oscuri ambiti che hanno lucrato sulla pandemia, cioè la Tecnofinanza.

Per dare un’idea di cosa stiamo parlando, basta leggere il rapporto Oxfam- WTO del 17 gennaio, che inizia così: durante la pandemia “i dieci uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato le loro fortune da $ 700 miliardi a $ 1,5 trilioni, a un ritmo di 15.000 dollari al secondo o $ 1,3 miliardi al giorno, durante i primi due anni di questa  pandemia, che ha visto diminuire i redditi del 99 per cento dell’umanità e oltre 160 milioni di persone in più costrette alla povertà”.

“Se questi dieci uomini domani dovessero perdere il 99,999% della loro ricchezza, sarebbero comunque più ricchi del 99% di tutte le persone su questo pianeta”, ha affermato Gabriela Bucher, Direttore Esecutivo di Oxfam International. “Ora hanno una ricchezza sei volte superiore a quella dei 3,1 miliardi di persone più povere”.

Numeri che servono a capire quanto avvenuto in questi due anni molto più delle cifre dei contagi, dei casi gravi e dei morti, seppure più che importanti.

Non solo perché fanno comprendere che quella che per le moltitudini è stata una tragedia per taluni è stata un’opportunità, ma anche che per comprendere come la gestione della pandemia sia stata a tutto discapito delle moltitudini stesse e in favore delle élite del Capitale, che, finita l’emergenza, avranno una presa ancora più forte sul mondo.

Così è anche legittimo, per loro ovviamente, che certi ambiti tentino di allungare i tempi dell’emergenza, come si intuisce, ad esempio, da un articolo del Washinton post dal titolo: “Mentre le nazioni decidono di convivere con il virus, alcuni esperti di malattie avvertono di non abbassare la guardia a troppo presto”.

Riportiamo una riga sintetica dello scritto: “Gli epidemiologi affermano che la strategia del convivere con il virus sottostima i pericoli posti dall’omicron”. Si può notare, en passant, che il giornale citato è di proprietà di Jeff Bezos, cioè uno dei più attivi plurimiliardari di cui sopra.

Come, en passant, si può annotare che tale scandalosa diseguaglianza uccide come e quanto il virus. Ancora il rapporto Oxfam: “La disuguaglianza sta contribuendo alla morte di almeno 21.000 persone al giorno, una persona ogni quattro second” per mancanza di accesso all’assistenza sanitaria, fame etc.

Ma al di là delle morti di cui non interessa nulla a nessuno, e al di là delle resistenze degli irriducibili dell’emergenza, si può comunque prendere atto con certo sollievo come anche il Ceo di Pfizer si sia piegato alla linea già delineata da Bill Gates e da Jp Morgan, che per il 2022 hanno prospettato la via della convivenza col virus, addirittura aggiungendo quest’ultimo, cosa non specificata dagli altri, che le restrizioni saranno sollevate.

Certo, nell’intervista aggiunge che per tale convivenza sarà necessaria una vaccinazione infinita, 4 dosi per le categorie a rischio e una per gli altri, e si dilunga a pubblicizzare i benefici miracolosi della pillola Pfizer, che ridurrebbe la possibilità di ospedalizzazione, ma questa inclinazione da becero piazzista non sorprende, basti pensare a come Bourla si sia affrettato a vendere i titoli Pfizer in suo possesso il giorno stesso in cui l’azienda annunciava il vaccino.

Non sorprende né sconvolge, il mondo pandemico è in mano a queste figure e occorre prenderne atto (d’altronde Big Pharma, anche prima della pandemia, era il settore aziendale più inviso alla popolazione americana, che ne conosceva bene le malefatte – sul punto è esemplare la serie-Tv Dopesick).

Come occorre tener presente che la vaccinazione perpetua è una prospettiva non ancora consolidata, date le forti resistenze in atto e il dato scientifico, che pur non essendo decisivo qualcosa conta, che indica come una sollecitazione troppo frequente del sistema immunitario non sia salutare, per riprendere le parole del professor Crisanti.

Sul punto c’è e ci sarà scontro, ma già delineare una prospettiva di un ritorno a una normale convivenza sociale, ad oggi, è tanto, dopo due anni di dure restrizioni che hanno lacerato le società ed eroso ancor più i residui spazi di libertà e democrazia dei Paesi d’Occidente.