31 Dicembre 2021

La variante Omicron potrebbe soppiantare la più nefasta Delta

La variante Omicron del Covid-19 sembra più lieve e sembra destinata a dominare sulla più perniciosa Delta. Sul punto , riportiamo l’incipit di un articolo del New York Times: «Le persone che si sono riprese da un’infezione causata dalla nuova variante del coronavirus Omicron potrebbero essere in grado di essere immuni da successivi contagi della variante Delta, secondo un nuovo studio condotto da alcuni scienziati sudafricani».

«Se ulteriori esperimenti confermassero questi risultati, potrebbero suggerire un futuro meno disastroso per la pandemia. A breve termine, si prevede che la Omicron creerà un’ondata di casi che metterà a dura prova le economie e i sistemi sanitari di tutto il mondo. Ma a lungo termine, la nuova ricerca suggerisce che un mondo dominato dalla Omicron potrebbe registrare meno ricoveri e decessi rispetto a quello nel quale continuasse a imperversare la Delta».

«È probabile che la Omicron elimini la Delta”, ha affermato Alex Sigal, virologo presso l’Africa Health Research Institute di Durban, in Sudafrica, che ha supervisionato il nuovo studio. “Forse eliminare Delta potrebbe essere una buona cosa, dal momento che stiamo cercando qualcosa con cui possiamo convivere più facilmente e che sia meno nefasto delle varianti precedenti».

«Lunedì ha pubblicato il nuovo studio sul sito web dell’istituto, ma non è ancora stato pubblicato su una rivista scientifica».

«Scienziati indipendenti hanno affermato che i risultati dell’esperimento sudafricano, sebbene preliminari, siano validi. Carl Pearson, epidemiologo presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha affermato che i risultati sono coerenti con ciò che sta accadendo in questo momento in Inghilterra».

«”La Omicron arriva e cresce rapidamente, e la Delta tende al declino”, ha affermato».

«E Nathan Grubaugh, un epidemiologo della Yale School of Public Health, ha detto che stava osservando lo stesso schema in Connecticut. “Stiamo assistendo a un aumento esponenziale della Omicron, mentre i casi causati dalla Delta diminuiscono”, ha affermato. “Questo suggerisce che la Omicron sta surclassando la Delta, rendendoli meno aggredibili alla Delta e riducendo così i casi legati a tale variante».

Sulla minore gravità della Omicron, già suggerita da vari esponenti della comunità scientifica, anche un recente studio dell’Università di Cambridge, che registra tale risultato (vedi AdnKronos). Inoltre, val la pena riportare il titolo di un articolo del Washington Post di oggi: “La Omicron ha superato il picco in Sudafrica, causando relativamente pochi decessi e ricoveri, affermano le autorità”.

Certo, non si può abbassare la guardia, dal momento che la grande trasmissibilità della Omicron potrebbe produrre, anche se meno aggressiva, un numero di casi severi tali da mettere in difficoltà l’assistenza sanitaria, ma quanto sta emergendo dovrebbe essere tenuto in debito conto.

Invece, si nota che il registro della comunicazione pandemica non è mutato affatto, perseverando negli usuali toni isterici, con punte di terrorismo psicologico, dei quali la società non ha bisogno: stanca della pandemia e dei suoi effetti socio-economici, nonché psicologici, la comunità scientifica e i media avrebbero il dovere di invitare alla prudenza, ma anche di comunicare prospettive positive quando ce ne sono, come sembra il caso attuale.

O quantomeno attestarsi in una posizione di attesa, in vista di dati più significativi. Oppure di un gradito silenzio, dal momento che la martellante informazione pandemica è ormai un pendant nefasto di questa epidemia globale che sta provocando danni progressivi.

Detto questo, anche per quanto riguarda le prospettive, la prudenza resta d’obbligo, dal momento che la realtà, in questo momentum pandemico, è solo una delle tante varianti del gioco che si sta consumando sulla pelle di miliardi di persone.

Ps. Registriamo che in Sudafrica la percentuale dei vaccinati è irrisoria: ad oggi, quindi a Omicron già in regressione,  le persone vaccinate con due dosi sono il 28% della popolazione e quelle con una sola dose il 31%. Un dato che sembrerebbe smentire alcuni che affermano che a ridurre la severità della Omicron siano i vaccini. Ma non siamo medici e sapienti, ai quali spetta il verdetto finale.