24 Dicembre 2021

Domenico Ghirlandaio, Natività

di Giuseppe Frangi
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Il Bambino Gesù è nato, Maria lo osserva con uno sguardo innamorato, gli angeli nel cielo dorato centano l’inno per convocare i pastori, primi testimoni dell’accaduto. In tutto questo felice trambusto Giuseppe che cosa fa? Dorme. Dorme un sonno profondo, nonostante la posizione non proprio comoda: con il braccio sostiene la testa, che data la “durezza” del sonno, deve essere anche pesante.

Il tema del sonno di Giuseppe è un tema molto caro a papa Francesco, ma lo è in fondo a ogni povero e semplice cristiano. Non è un Giuseppe “irresponsabile”, visto che è stato lui a portare Maria incinta da Nazareth sino a quel rifugio di fortuna a Betlemme. Dietro di lui si scorgono i poveri bagagli della coppia, un bagaglio commovente per frugalità.

Giuseppe ha passato certamente una notte piena di preoccupazioni e di ansia per quel parto in condizioni così poco agevoli, dopo che tante porte si erano chiuse davanti alla loro ricerca di un luogo dove dare alla luce il Bambino.

Poi lo stupore per quel parto senza doglie, altro indizio della mano divina, e la felicità per la nascita di quel Bambino. Quindi la stanchezza ha preso il sopravvento. Ma quel sonno resta un po’ fuori luogo, visto che davanti alla pala dipinta si sarebbero fermati migliaia di fedeli a pregare.

Eppure l’artista, e il committente che gli ha ordinato questa tavola, oggi custodita ai Musei Vaticani, hanno voluto proprio “lasciarlo” dormire. Allora si capisce che quel sonno non è solo ristoratore; quel sonno è qualcosa di più, è la posizione umana di Giuseppe.

Nel Vangelo, come ha sottolineato il Papa in una delle recenti catechesi che sta dedicando proprio a lui, Giuseppe non dice una parola. Piuttosto dorme e sogna. E poi segue le indicazioni ricevute nei sogni, con semplicità e concretezza.

Il sonno di Giuseppe è dunque quello di un uomo attivo, non certo remissivo, l’abbandono di un uomo che ha affidato tutto il proprio agire all’iniziativa di un Altro. Per questo gli resta facile dormire, anche se attorno c’è festa e tra poco ci saranno anche assembramenti attorno al Bambino. Il sonno di Giuseppe, santo senza effetti speciali, è un regalo di Natale per tutti.