14 Dicembre 2021

Macelleria siriana: la vittime collaterali delle bombe Usa

“Un’unica cellula d’attacco americana top secret ha lanciato decine di migliaia di bombe e missili contro lo Stato Islamico in Siria, ma nel martellare un nemico tanto feroce, questa forza oscura ha aggirato le misure di sicurezza e ucciso ripetutamente civili, secondo molteplici funzionari dell’intelligence ancora in servizio o ex”. Inizia così un articolo del New York Times dedicato alla campagna militare condotta dagli Stati Uniti in Siria contro l’Isis.

La campagna aera umanitaria

“L’unità si chiamava Talon Anvil e ed è stata operativa 24 ore su 24 – grazie a una tripla turnazione dei suoi membri – dal 2014 al 2019, individuando gli obiettivi da colpire dalla formidabile potenza aerea degli Stati Uniti: convogli, autobombe, centri di comando e squadre di nemici”.

“Ma quanti hanno lavorato con questa cellula d’attacco segreta dicono che, nell’urgenza di colpire i nemici, essa ha aggirato le regole imposte per proteggere i non combattenti, tanto da destare allarme anche tra i suoi partner dell’esercito e della CIA, in quanto uccideva persone che non avevano alcun ruolo nel conflitto: agricoltori che intenti a raccogliere i frutti del loro lavoro, bambini per strada, famiglie in fuga dai combattimenti e abitanti dei villaggi che si rifugiano negli edifici”.

“Talon Anvil era piccola – a volte meno di 20 persone, le quali operavano da stanze anonime ingombra di schermi piatti -, ma ha avuto un ruolo abnorme nelle 112.000 bombe e missili spediti contro lo Stato Islamico, in parte perché ha abbracciato una libera interpretazione delle regole d’ingaggio”.

“‘Erano maledettamente efficienti e bravi nel loro lavoro’, ha dichiarato un ex ufficiale dell’intelligence dell’Air Force che ha preso parte a centinaia di missioni segrete della Talon Anvil dal 2016 al 2018. ‘Ma hanno fatto anche molti cose brutte”‘.

“I militari – continua il Nyt – hanno sostenuto che la campagna aerea contro lo Stato Islamico è stata la più precisa e umana nella storia militare e hanno affermato che le regole rigorose e la supervisione da parte dei massimi leader dell’esercito hanno ridotto al minimo le morti civili, nonostante il ritmo feroce dei bombardamenti”.

“In realtà, affermano quattro ufficiali militari, la maggior parte degli attacchi non è stata ordinata dai capi dell’esercito, ma dal commando della Delta Force dell’esercito americano di rango relativamente basso della Talon Anvil”.

L’illegittima difesa

Detto questo, alcuni ufficiali hanno provato ad allarmare la leadership dell’esercito, ma sono stati “ignorati”.

“Mentre la cellula segreta operava, Il numero di vittime civili in Siria aumentava in modo significativo col passar degli anni, spiega Larry Lewis, ex consigliere del Pentagono e del Dipartimento di Stato che è stato uno degli autori di un rapporto del Dipartimento della Difesa del 2018 sui danni ai civili”.  Un incremento che Lewis ha definito “costante e drammatico”.

Eppure il Comando dell’esercito degli Stati Uniti ha sempre negato le indiscrezioni che riportavano tale tragedia, ribadendo che invece l’esercito Usa era più che scrupoloso nel condurre i loro attacchi.

“Ufficialmente, Talon Anvil non è mai esistito”, continua il Nyt, ed “era gestita da un’unità riservata per le operazioni speciali chiamata Task Force 9, che ha supervisionato l’offensiva di terra in Siria”. I loro membri lavoravano nel segreto, recandosi in ufficio con barbe folte, alla moda dello Stato Islamico, e in pantaloncini corti.

Certo le regole d’ingaggio erano chiare e chiedevano di verificare con cura gli obiettivi degli attacchi, ma la cellula segreta aveva trovato un modo per aggirarle, ordinando attacchi come operazioni di “auto-difesa”.  “Talon Anvil – scrive il Nyt –  ha iniziato a sostenere che quasi tutti gli attacchi erano per autodifesa, il che ha permesso loro di muoversi rapidamente, con pochi ripensamenti o supervisione”.

Allarmi ignorati

“Un ex ufficiale dell’intelligence dell’Air Force ha detto di aver visto così tante morti civili a causa delle tattiche di Talon Anvil legittimate come operazioni di autodifesa che alla fine si è stancato e le ha accettate come parte del lavoro”.

E ancora: “Il personale della CIA è rimasto scioccato quando ha visto il gruppo colpire più volte con poco riguardo per i civili. Gli ufficiali hanno riferito le loro preoccupazioni all’ispettore generale del Dipartimento della Difesa e la leadership dell’agenzia di intelligence ha parlato della questione con gli alti ufficiali del Joint Special Operations Command, ha detto un ex ufficiale della CIA. Ma egli sostiene di non aver mai visto prove che queste preoccupazioni fossero prese sul serio”.

Altre volte, continua il Nyt, alcuni analisti dell’esercito hanno messo in dubbio le valutazioni della Talon Anvil, spesso dibattendo con loro sugli obiettivi che chiedevano di bombardare, obiettando che non si trattava di combattenti, ma di bambini… ma il problema si risolveva sempre a favore della Talon Anvil, che aveva escogitato un trucco per eludere obiezioni e registrazioni scomode: non far inquadrare bene l’obiettivo dalle telecamere dei droni.

Un analista ricorda che “spesso vedeva le telecamere deviare [dagli obiettivi] nei momenti chiave, come se fossero state investite da una raffica di vento. Fu solo dopo aver visto lo schema ripetersi più e più volte, che iniziò a credere che fosse fatto deliberatamente”.

La macelleria segreta e il petrolio dell’Isis

Tutta questa macelleria è rimasta segreta, né mai sarà rivelata, dal momento che, al massimo, si ammetterà solo una piccola parte di quanto realmente accaduto in questa sporca guerra. E nessuno ne avrà nocumento, dal momento che a essere coinvolti sono tanti e importanti.

Si potrebbe obiettare che l’emergenza di contrastare l’Isis dettava la necessità di colpire senza riguardo: ma se invece di essere donne, uomini e bambini siriani – di cui importa nulla a nessuno -, a cadere sotto questa macelleria fossero stati innocenti americani, si farebbe un’analoga osservazione?

Un’altra considerazione a margine: da questa analisi del Nyt emerge che questa unità disponeva di un monitoraggio del teatro di guerra siriano fin dal 2014, monitoraggio tanto accurato da poter indicare con esattezza gli obiettivi da colpire.

Perché, allora, non sono mai stati presi di mira i convogli che trasportavano il petrolio dell’Isis, che lo Stato islamico vendeva alla Turchia e ai curdi (alleati degli americani)? Tale traffico è rimasto nascosto al mondo per anni, fino a quando, cioè, è stato rivelato dai russi, dopo il loro intervento nel conflitto.

Le fotografie aeree dei russi hanno mostrato convogli di autocisterne lunghi chilometri che contrabbandavano l’oro nero con cui l’Isis si finanziava. Era il 2015, e i droni di Talon Avil pattugliavano quei cieli già da un anno (sul petrolio dell’Isis vedi anche Piccolenote, qui e qui). Sporca guerra, quella siriana, la cui storia è ben diversa da quella delle narrazioni ufficiali…