17 Dicembre 2012

La strage degli innocenti e il sacrificio al Dio delle armi

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«Il Dio americano delle armi è insaziabile. Poiché su di esso, sulla canna dei primi schioppi ad avancarica, poi sulle “six shooter”, le Colt a sei colpi e sulle Winchester, gli Stati Uniti sono stati costruiti nel territorio del Nord America molto prima che si parlasse di leggi e di Costituzione, esige dai proprio adoratori e figli sempre più vittime, sempre più giovani e tenere, in un tributo senza fine, dove l’imperativo biblico si distorce in un “andate, e sterminatevi”. Non è stata questa la prima sparatoria in una scuola elementare (…). Ma una messe di sangue così tenero, così indubitabilmente limpido, neppure questa oscena divinità aveva mai preteso». In questo modo Vittorio Zucconi commenta «l’ultima strage degli innocenti» avvenuta a Newtown, Connecticut.

«Nel domandarci “chi” e “perché” questo ventenne italo americano di mite classe media, figlio di un’insegnante, allevato nella quieta noia di sobborghi alla Charlie Brown abbia potuto concepire una strage del genere contro i propri fratellini, infatti si evita sempre di porre la domanda essenziale: il “come”. Qualunque tarlo consumasse il cervello di questo sciagurato infanticida e suicida (…) è ovvio che sono state le armi ad essere ciò che i militari chiamano il force multiplier, il moltiplicatore di potenza che trasforma un uomo qualunque in una macchina da guerra. Ma la fede nel diritto costituzionale a possedere un’arma (…), acceca ogni capacità razionale, ogni possibile logica (…). La lobby (delle armi ndr.) regge perché il dio acceca coloro che vuole perdere».

Titolo dell’articolo: Il sangue di un gregge inerme offerto in dono al Dio delle armi.

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