13 Dicembre 2012

Rosmini e il riposo operoso della Madonna

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Giovanni Battista Salvi, Madonna col bambino

«”Il cristiano deve meditare e imitare continuamente la profondissima umiltà della Vergine Maria – scrive Rosmini nella quinta delle Massime di perfezione cristiana – nelle divine scritture la vediamo descritta sempre in quiete, in pace, in continuo riposo interiore. Di sua scelta la troviamo sempre in una vita umile, ritirata e silenziosa, dalla quale non viene tolta se non dalla stessa voce di Dio o dai sentimenti di carità verso la cugina Elisabetta”. Ecco il segreto dell’immensa interiorità di Maria, fare la volontà di Dio.

A giudizio umano, chi potrebbe credere che della più perfetta di tutte le creature umane ci fosse raccontato così poco nelle sacre scritture? “Nessuna opera da lei intrapresa; una vita che il mondo cieco direbbe di continua inazione, e che Dio dimostra essere la più sublime, la più virtuosa, la più generosa di tutte le vite”. “Così fece molto più Maria santissima, di cui tante poche azioni si conoscono, che non facesse lo stesso san Paolo con tante fatiche e predicazioni”. “Essendo la più santa delle pure creature – continua Rosmini – ella diveniva come il fine del mondo, dopo Cristo, ed il fine dell’opera è quello che viene concepito il primo nella mente dell’artefice”». Queste riflessioni di Antonio Rosmini sono state riproposte sull’Osservatore romano dell’8 dicembre da Roberto Cutaia.