16 Giugno 2021

La Nato, l'alleanza militare che si è fatta religione

Interessante l’articolo di Jon Schwarz su The Intercept che ripercorre la storia della Nato e riflette sulla sua attualità. Il cronista ricorda che essa nacque in tutta fretta dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1949, in un momento in cui l’Europa era distrutta e “il potere degli Stati Uniti era così arrogante che poteva semplicemente dettare legge ai suoi alleati”.

Tanto impotenti gli interlocutori, che l’Alleanza fu discussa “in segreto per due settimane all’interno del Pentagono”. Da qui il ruolo guida degli Stati Uniti, a cui gli alleati sono stati di fatto aggiogati.

Certo, c’era il rischio che l’Unione sovietica e il comunismo dilagassero nel Vecchio Continente, anche per la forza dei partiti comunisti occidentali. Ma Schwarz ricorda che le vittime russe della guerra furono 27 milioni, cioè un russo ogni sei. Un tributo di sangue per cui “anche Stalin avrebbe avuto difficoltà a motivare il proprio Paese a imbarcarsi immediatamente in un altra avventura simile”.

La Nato, il Patto di Varsavia e la Guerra Fredda

Inoltre, gli assertori della Nato la reputano indispensabile risposta alla Guerra Fredda imposta dai russi. Ma la storia dice altro, dato che il Patto di Varsavia nacque sei anni dopo. Così “una lettura più veritiera della storia suggerisce che la formazione della Nato ha contribuito a intensificare e istituzionalizzare la Guerra Fredda”, piuttosto che a porvi un freno.

il Patto di Varsavia era speculare al modello antagonista, diversificandosi solo nel numero dell’articolo che impegna i Paesi membri alla mutua difesa: non l’articolo 5, ma il 4.

L’obiettivo dichiarato dalla Nato era la difesa dalla minaccia dell’Unione sovietica e del comunismo in genere, anche dei partiti comunisti d’Occidente, al quale l’organismo militare doveva evitare l’ascesa al potere, profondendo “fiducia ed energia” alle forze democratiche, con declinazioni ancora tutte da scoprire nei meandri oscuri della storia italiana (strategia della tensione etc) e altrui.

Ma lo scopo implicito della Nato, e del Patto, era rendere i Paesi aderenti satelliti dei rispettivi dominus, Stati Uniti e Unione sovietica. D’altronde, dai tempi della lega delio-attica, “dare protezione è il modo essenziale con cui i paesi potenti legano a sé  quelli meno potenti”. Si trattava, cioè, di strutturare e garantire l’irrevocabilità della “sfera d’influenza” delle due Potenze.

La Nato non finisce, si trasforma

Una volta dissolta l’Unione sovietica, veniva meno il nemico che rendeva necessaria la Nato ed essa avrebbe dovuto dissolversi. Invece i suoi scopi sono mutati, così da renderla indispensabile per affrontare le nuove minacce, che potevano di certo essere affrontate in modalità diverse che, pur preservando la convergenza dei tanti, fossero meno aggioganti per gli stati subordinati.

“Il tempo ha dato ragione ai critici più accesi della Nato, che sostenevano che essa fosse per lo più uno strumento aggressivo del potere degli Stati Uniti”. La nuova dottrina, infatti, ha permesso alla Nato di ingaggiare guerre di natura diversa da quelle precedenti: non più la difesa di uno Stato membro, ma anche guerre aggressive, legittimate in vario modo sotto il cappello Onu, come la guerra nell’ex Jugoslavia e in Libia.

La subordinazione della Nato alla dottrina delle guerre infinite ha così generato nuove criticità nel mondo, mentre altre sono state prodotte da eventi meno conflittuali, ma non per questo meno destabilizzanti, come ad esempio l’allargamento dell’Alleanza militare nell’Est Europa.

L’allargamento in Europa dell’Est

Una dilatazione che peraltro rompeva il patto stipulato con l’ex nemico, come annota The Intercept, che ricorda la solenne promessa di James Baker, Segretario di Stato di George H.W. Bush, a Gorbacev, che aveva chiesto di evitare l’allargamento della Nato nello spazio ex sovietico, che Mosca avrebbe percepito come una minaccia esistenziale.

James Backer rassicurò il suo interlocutore “non una ma ben tre volte che ciò non sarebbe successo. ‘Nemmeno un pollice dell’attuale giurisdizione militare della Nato si estenderà in direzione orientale”, promise. Da allora quasi tutta l’Europa dell’Est è stata assorbita nell’Alleanza.

“La Russia – annota The Intercept – ha accolto tali eventi con lo stesso entusiasmo che avrebbero gli Stati Uniti se Messico, Canada e un nuovo Texas indipendente si unissero in un’alleanza militare guidata dalla Russia”…

Ora “la Nato guarda ancora più lontano, il suo orizzonte è l’intero pianeta”, tanto da aver messo nel mirino la Cina, che sta sul Pacifico. E come avvenuto in passato, spingerà altri Paesi ad aderire ad essa convincendoli in vari modi. E “così, come la Nato ha contribuito a creare la Guerra Fredda di allora, è in procinto di crearne un’altra adesso”.

La religione della Nato

Molto intelligente la chiusa di Schwarz: “Tragicamente, non c’è alcun dibattito su tutto ciò né negli Stati Uniti né in Europa. Come ha detto Biden, il ristretto numero di élite coinvolte in questi dibattiti vede la Nato come ‘sacra‘”.

“Allo stesso modo, quando ha sostenuto la creazione della Nato, l’allora ministro degli Esteri britannico Ernest Bevin ha affermato che essa era necessaria per ‘la salvezza dell’Occidente‘”.

“Per quanto strano possa sembrare alle persone normali, per le élite occidentali la Nato è un’istituzione di natura religiosa e quindi non può essere messa in discussione, non più di quanto il Papa sia aperto al dibattito sulla Santissima Trinità. E sappiamo tutti come le religioni possono portare alla guerra“.