18 Maggio 2021

I dolori del giovane Bill (Gates) -1

Bill Gates e Jeffrey Epstein, secondo e terzo da dx

Tempi bui per il filantropo più famoso e autorevole del mondo, ché Bill Gates è un leader del settore. In questi tempi di pandemia ha imparato a conoscerlo anche chi non lo conosceva, ché il guru, o paraguru che dir si voglia, ha pontificato su ogni media del globo, in particolare sui vaccini e l’emergenza Covid-19, non dimenticando però il suo green e tanto altro.

Non che dicesse granché in queste interviste: un mix di banalità e furberia, e però nessuno poteva fare a meno delle sue opinioni, ché il paraguru è oracolo e vate. D’altronde la sua Fondazione ha costruito un feeling particolare con i media: ne paga tanti, come annota The Intercept, da cui un trattamento di favore che gli ha evitato critiche usuali ai comuni mortali, come rileva il sito americano (che si ferma qui, tralasciando di annotare l’usuale profluvio di salivari elogi che ne accompagnano i vaticini).

Dopo aver rivoluzionato il mondo col digitale ha continuato la sua rivoluzione altrove. Grazie ai soldi incassati con la Microsoft ha costruito il suo ente benefico, un vero gigante della Filantropia.

Così The Intercept, “la Bill and Melinda Gates Foundation è di gran lunga la più grande istituzione di questo tipo del mondo. Le sue attività, per 41 miliardi di dollari sono più del doppio delle attività complessive delle fondazioni ‘Big Three’, Ford (12 miliardi), Rockefeller (4 miliardi ) e Carnegie (3 miliardi)”.

Un articolo del Washington Post racconta i lati oscuri di questi Istituti benefici, che alcuni ultra-ricchi usano per non pagare le tasse e i cui fondi spesso restano nella disponibilità degli stessi, alla stregua di un fondo investimenti.

Gates i fondi li ha investiti in vari settori. The Intercept dettaglia gli investimenti della Fondazione Bill & Melinda nel settore scolastico, campo che poi ha abbandonato perché impegno infruttuoso.

A quanto pare le scuole che hanno fondato, che avrebbero dovuto garantire un livello di istruzione migliore di quelle pubbliche alle classi meno agiate, non hanno raggiunto lo scopo. Secondo un critico della Fondazione il problema è che i poveri restano tali, e anche con scuole migliori il loro destino resta appeso.

E forse il supermiliardario avrebbe fatto meglio a interpellarsi sull’enorme sperequazione che garantisce a lui tanta ricchezza e alle moltitudini tanta povertà, che magari impegnandosi a correggere un po’ tale sistema avrebbe arrecato quel beneficio che (forse) davvero desiderava.

Ma il fallimento scolastico non ha scoraggiato Bill a fare del bene, da cui l’impegno sanitario globale dispiegato dalla sua Fondazione, che gli ha garantito l’aureola di paraguru.

Così si è dato da fare per vaccinare mezzo mondo da varie malattie. The Intercept sgrana successi, altri annotano altrettanti nefasti insuccessi, ma è controversia nella quale non entriamo.

Di certo è diventato un’autorità mondiale nel settore, tanto che pure l’Organizzazione mondiale della Sanità deve assecondare i suoi disegni. In altra nota abbiamo riportato un raro articolo mainstream critico su Bill, in cui si riferiva della sua influenza su tale Organizzazione, tanto che chi voleva diventarne presidente doveva prima passare da lui (articolo redatto su fonti anonime dell’Oms: nessuno voleva esporsi contro Bill…).

Un’influenza che ha usato anche per blindare i brevetti dei vaccini Covid-19, mandando in fumo il progetto dell’Oms di creare una rete globale di ricerca e sviluppo che avrebbe dovuto distribuire gratis al mondo, in particolare ai Paesi poveri, il sospirato antidoto al virus.

Invece ha vinto la sua idea, il Covax, che garantisce la proprietà intellettuale dei vaccini a Big Pharma e prevede una distribuzione degli stessi basata sulla Filantropia, il cui tragico fallimento è sotto gli occhi di tutti.

Non solo, Bill ora si sta spendendo per impedire la liberalizzazione dei brevetti che permetterebbe la produzione di vaccini anche nei Paesi poveri, richiesta partita da India e Sudafrica, alla quale anche Biden ha dato il suo autorevole placet.

Non solo il settore sanitario. Da tempo Bill si è preso pena anche della fame del mondo, investendo nel settore della produzione agricola. Suoi compagni di avventura la Monsanto e la Cargill, vere superpotenze del settore, nelle quali ha investito e con le quali ha iniziato a lavorare in Africa.

Tale connubio ha suscitato critiche, per via dei compagni di merende prescelti, noti per aver fatto dilagare gli OGM in Africa, in danno all’agricoltura locale e affamando vieppiù la sua popolazione.

Tanto che il Guardian si chiede: “Gates è irrimediabilmente ingenuo sostenendo due dei giganti agricoli più aggressivi del mondo? Dopotutto, c’è una genuina preoccupazione a livello governativo e della comunità internazionale sul fatto che il modello di agricoltura estensiva hi-tech degli Stati Uniti sia inappropriato per la maggior parte dell’Africa e non debba essere imposto agli agricoltori più poveri nel nome di ‘nutrire il mondo'”.

Evidentemente c’è un’attrazione fatale di Big Pharma per l’agricoltura, dato che la Monsanto nel 2018 è stata acquistata dalla Bayer, ma questo è discorso da approfondire… Però è evidente che Bill ci ha preso gusto, tanto da iniziare a far incetta di terra che lo ha fatto diventare in poco tempo “il più grande proprietario terriero d’America” (Forbes).

Il paraguru è contadino puro, e nel suo animo sembra rinnovarsi l’eterno duello tra contadini e allevatori, da cui le sue esternazioni molto green contro l’allevamento di animali, che sarebbe tra le prime cause di inquinamento atmosferico del mondo (sic).

Sul punto ci si potrebbe chiedere se si darà anche a produrre carne sintetica: se eliminiamo gli allevamenti sarà questo prodotto di laboratorio a dover “nutrire il mondo”. Ma non ce lo domandiamo… (segue)