22 Aprile 2021

La Russia ritira le truppe dai confini ucraini. E Biden e Putin...

A integrazione di una nota precedente sulle tensioni Usa-Russia in Ucraina, uno sviluppo e una riflessione autorevole.

Anzitutto la notizia: Putin ha ritirato le truppe russe dal confine con l’Ucraina. Dopo il duro avvertimento a non superare la linea rossa del discorso di ieri, il presidente russo ha inviato un segnale all’Occidente: la Russia non ha alcuna intenzione di iniziare una guerra in Ucraina.

Così andiamo alla riflessione di cui sopra, che poi è un lungo editoriale del New York Times. Un articolo duro contro la Russia, né poteva essere altrimenti.

E però, pur nella sua fermezza parallela a quella della controparte, spiega che i cittadini russi hanno già problemi economici e “pandemici”, e non sono certo favorevoli a un’avventura militare in Ucraina.

“Questa – continua il NYT – è una delle ragioni per cui gli analisti non pensano che Putin abbia davvero intenzione di intraprendere un’azione militare contro l’Ucraina“.

“Un altro motivo è che i movimenti delle truppe sono stati quasi deliberatamente visibili [cioè solo a deterrenza, ndr], ma non suggerivano un’azione imminente. In ogni caso è improbabile che Putin cerchi di invadere le province dell’Ucraina controllate dai ribelli, dato il livello di reazione che ciò provocherebbe in Occidente”.

Così anche un giornale autorevole come il NYT e non certo tenero con Putin, conferma quanto avevamo scritto, che cioè la paventata invasione russa dell’Ucraina non ha alcun fondamento.

Allo stesso tempo, però, il giornale della Grande Mela avverte che l’ammassarsi delle truppe russe lungo i confini dell’Ucraina è pericoloso: rischia cioè di creare incidenti che trascinerebbero i contendenti in una guerra che nessuno vuole.

Così il ritiro delle truppe russe risponde positivamente a queste preoccupazioni… come se ci fosse stato un dialogo sottotraccia che abbia prodotto un effetto distensivo che, seppur minimo, non può che essere accolto con favore.

Infine, il giornale di New York, pur accreditando allo zar le usuali note negative (Navalny, etc), conclude: “Putin deve capire che la leadership che cercava di proiettare [con il suo discorso] potrebbe essere conseguita in modo migliore attraverso un incontro con il nuovo presidente americano, che è alla ricerca di una pacifica convivenza”.

In realtà, Trump ha cercato in ogni modo tale convivenza ed è stata proprio questa propensione, ricambiata dal suo omologo russo, ad attirargli tanto odio dei potenti ambiti internazionali che spingono per un confronto duro con la Russia. Ma questa è storia passata, ormai.

La storia presente dice che evidentemente Biden vuole perseguire la stessa finalità, anche se con modalità del tutto diverse. E che l’incontro tra Biden e Putin, indispensabile ai fini di una distensione internazionale, incontra fautori anche in influenti ambiti americani (il New York Times è voce autorevole per questo).

Così torniamo al Post scriptum della nota precedente, dove si accennava a uno strano invito del ministero degli Affari Esteri russo rivolto all’ambasciatore Usa a Mosca, John Sullivan, che è stato sollecitato a tornare in patria per “consultazioni”.

Invito strano, come strano è il comunicato ufficiale dell’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca, nel quale Sullivan spiega che il suo rientro a Washington è finalizzato a relazionarsi con la nuova amministrazione americana. Inoltre, aggiunge, “non vedo la mia famiglia da più di un anno e questo è un altro motivo importante per cui voglio tornare a casa per una visita”.

Insomma, uno strano mix di motivi familiari e ufficiali, anche se questi ultimi suonano bizzarri, dato che comunica con l’amministrazione Usa ogni giorno – è il suo lavoro – e ci sono tanti mezzi per comunicare a distanza, anche non intercettabili. Né il comunicato contiene cenno alcuno dello strano “invito” del ministero russo.

Di grande interesse la conclusione della nota: “Tornerò a Mosca nelle prossime settimane prima di un incontro tra i presidenti Biden e Putin”. Nella nota pregressa scrivevamo che presumibilmente Sullivan era latore di un messaggio personale dello Zar all’Imperatore d’Occidente.

La nota lascia intuire, e più che intuire, che è a tema l’incontro tra i due presidenti. Putin ha cioè accettato l’invito di Biden. Si inizia a trattare, nel segreto, nella speranza che gli usuali sabotatori non disfino quel che il destino ha apparecchiato. A Trump non andò bene. Si spera che vada meglio al suo successore.