15 Aprile 2021

Vaccini: ne rimarrà solo uno (lo Pfizer)

È oramai evidente che il problema dei vaccini è esclusivamente politico ed economico, nulla importando della reale efficacia o pericolosità dei prodotti.

L’AIFA, infatti, ha appena pubblicato il terzo Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 con i dati disponibili fino al 26 marzo 2021, da cui è stata tratta l’immagine di apertura.

Il dato sintetico è già di per sé significativo. Il vaccino Pfizer-Biontech (denominato Comirnaty che rappresenta il 68% delle dosi somministrate al 26/03) ha registrato l’81% di sospette reazioni avverse (di varia gravità). Il tanto vituperato vaccino di AstraZeneca (denominato Vaxzevria che rappresenta il 27% delle dosi somministrate al 26/03) ha registrato il 17% di sospette reazioni avverse.

Il documento precisa che per tutti i tipi di vaccini il 92,7% delle sospette reazioni avverse sono considerate “non gravi”, mentre “gravi”  sono il restante 7,1%.

Nella tabella sottostante il report di AIFA enumera le segnalazioni, le dosi somministrate e i relativi tassi di segnalazioni di reazioni avverse relativi ai diversi vaccini COVID-19.

la chiosa di AIFA a questa tabella è alquanto chiara: “La maggior parte delle segnalazioni (81%) sono relative al vaccino Comirnaty [Pfizer-Biontech], in sintonia con l’uso predominante dello stesso nella campagna vaccinale (68% delle dosi somministrate), con un aumento delle segnalazioni per il vaccino Vaxzevria [AstraZeneca] (17%) a seguito dell’incremento dell’uso di questo vaccino (27% delle dosi somministrate)”.

“Come atteso, il tasso di segnalazioni del vaccino Vaxzevria è aumentato rispetto al mese precedente, avvicinandosi a quello di Comirnaty, in conseguenza dell’uso maggiore nel corso della campagna vaccinale”.

Da ultimo segnaliamo due numeri riguardanti i “sospetti eventi gravi” per i due vaccini più noti. “Complessivamente, sono presenti 2.262 segnalazioni gravi relativi al vaccino Comirnaty [Pfizer-Biontech]… 824 segnalazioni di eventi avversi gravi [per il vaccino Vaxzevria AstraZeneca]”.

Vaccini: occorre un approccio scientifico

Quello che sta accadendo in Italia e altrove, con i media ad amplificare voci e fakenews, è un approccio che nulla a che fare con la scienza.

Quel che sta registrando la scienza, peraltro, era ampiamente previsto, come ricorda Antonio Grizzuti sulla  La Verità” : “Come scriveva la Food and drug administration in occasione del via libera al siero realizzato da Pfizer e Biontech, «l’utilizzo su larga scala potrebbe rivelare ulteriori reazioni avverse, potenzialmente meno frequenti e/o più gravi, non riscontrate inizialmente  durante la fase di sperimentazione».

“Tradotto in altri termini – prosegue Grizzuti – , ampliando il pubblico dei vaccinati dalle poche decine di migliaia di partecipanti ai trial clinici, alle numerose decine di milioni dell’immunizzazione «a tappeto», l’insorgenza di nuovi effetti collaterali rappresenta un avvenimento pressoché scontato”.

La giungla di numeri che stanno via via descrivendo le reazioni avverse ai vari vaccini si aggiorna di giorno in giorno e non riguarda solo le trombosi, dove c’è un’effettiva percentuale maggiore di Astrazeneca rispetto Pfizer, ma anche altre patologie: “Si scopre poi che Moderna detiene il primato delle paralisi facciali (45 su milione, contro le 17 di Astrazeneca e le 15 di Pfizer), delle reazioni anafilattiche (36 su milione, contro le 32 di Astrazeneca e 20 di Pfizer) e anche dell’infarto miocardico acuto (sei volte i casi a seguito dell’inoculo di Pfizer, e il doppio di Astrazeneca)”.

Nel caos dell’informazione, infine, sembra si sia perso il ricordo delle 23 vittime denunciate dal governo Norvegese lo scorso gennaio a seguito dell’inoculazione del vaccino Pfzier. Nessuno ne ha più parlato.

Ne deve rimanere uno solo

La guerra dei vaccini è sotto gli occhi di tutti. AstraZeneca alla gogna quotidiana, Johnson&Johnson non ha quasi fatto in tempo a comparire sul mercato europeo che la Food&Drug Administration USA ne ha disposto la sospensione per supposti accadimenti negativi.

Moderna è relegato a percentuali di utilizzo irrilevanti. I vaccini russi e cinesi, nonostante siano largamente diffusi e ampiamente certificati, non vengono presi in considerazione dalle autorità europee, che annunciano nuovi mega-contratti con Pfizer/Biontech

A volte hanno suscitato perplessità alcune prese di posizione del celebre virologo Andrea Crisanti, ma questa volta ci sentiamo di condividere le sue considerazioni, di assoluto buon senso, apparse su due articoli pubblicati sulla Stampa del 17 marzo e dell‘8 aprile:

Su AstraZeneca si sono succedute «tutte decisioni politiche non supportate da nessuna evidenza scientifica.. L’Inghilterra ha vaccinato 11 milioni [9,5ml al 28 marzo come da report dell’Agenzia di regolamentazione della Regno Unito] di persone e non è successo niente… Si tratta di 5 o 6 casi ogni milione, pochissimi, non c’è nessuna correlazione causale se non una relazione temporale che è necessaria, ma non sufficiente per stabilire una relazione causale».

“L’Italia si è allineata alla Germania, non ha esercitato nessuna valutazione indipendente e così facendo si mette in pericolo tutto il piano di vaccinazione”.

È “una cosa allucinante. L’Agenzia europea dei medicinali non può lavarsene le mani in questo modo, lasciare che ogni singolo Paese decida per sé: così si crea disorientamento, oltre a dimostrare la mancanza di indipendenza dell’Ema e la debolezza della politica sanitaria dell’Unione”.

“Quanto alla Germania, quella dei tedeschi è una decisione solo politica, dettata dal fatto che lì c’è una folta presenza di no vax e poi hanno in casa la BionTech: non voglio pensar male, ma forse una predilezione per il vaccino Pfizer c’è”.

Infine, la frase lapidaria, che spiega tanto: “AstraZeneca è valido, anche più di altri vaccini, ma ha un grosso difetto, costa solo 2 euro e mezzo, è un ‘disturbatore’ del mercato“.

Il trattamento che viene riservato ai vaccini è uguale per tutti, tranne che per Pfizer-Biontech, il vaccino che venne annunciato una settimana dopo le elezioni americane.

Fatta fuori la concorrenza a causa di notizie false e allarmanti sugli altri vaccini, che alimentano un circolo mediatico affamato di novità Covid-19 (circolo che resta muto su analoghi casi negativi riguardati lo Pfizer), il vaccino Pfizer-Biontech resta l’unico sul mercato, almeno quello d’Occidente, quello dove girano i soldi veri.