10 Febbraio 2021

Wuhan: gli esperti OMS escludono la fuga dal laboratorio

Dopo circa un mese di permanenza a Wuhan e di indagini sull’origine della pandemia, un team di esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS)  ha indetto una conferenza stampa per comunicare che: “I risultati della ricerca suggeriscono che è estremamente improbabile che un’ipotesi di incidente di laboratorio spieghi l’introduzione del virus nella popolazione umana”.

Le dichiarazioni di  Ben Embarek, scienziato danese portavoce della missione Oms, sembrerebbero smentire alcune “certezze” che hanno accompagnato la pandemia sul piano politico. Le responsabilità cinesi sulla creazione e la diffusione del virus, nota principale della grancassa mediatica da oltre un anno, non ha trovato alcun riscontro.

Il mercato di Huanan non è il mostro delle fiabe

Allo stesso modo sembrerebbe esclusa come fonte anche l’oramai famigerato mercato di Huanan. Infatti, “secondo l’attuale conclusione della ricerca di questo gruppo di studio congiunto, il mercato di Huanan potrebbe non essere il primo luogo in cui si è verificata l’epidemia”.

“Non è nemmeno il luogo in cui si è verificato il primo caso”. Così, la ricerca ha confermato che il primo caso noto si è verificato l’8 dicembre del 2019, ma “il primo caso confermato che ha un’associazione con il mercato ittico di Huanan si è verificato il 12 dicembre. Secondo la ricerca del gruppo epidemiologico, il caso dell’8 dicembre non ha alcuna relazione o associazione con il mercato ittico di Huanan”.

La ricerca dell’Oms ha quindi concluso che al momento esistono “quattro ipotesi principali o gruppi di ipotesi su come il virus si sia introdotto nella popolazione umana: spillover zoonotico diretto [cioè trasmissione diretta da un animale, ndr]; attraverso ospiti intermedi; attraverso la catena alimentare, i prodotti alimentari congelati, la trasmissione di superficie; e, infine, un incidente di laboratorio… I nostri risultati iniziali suggeriscono che l’introduzione attraverso una specie ospite intermedia è il passaggio più probabile, ma ciò richiederà maggiore approfondimento e ricerche mirate più specifiche…”.

Le origini della pandemia e la narrativa corrente

Non è la prima volta che ricercatori di vari laboratori trovano testimonianze della pandemia precedenti l’inizio “ufficiale” e provenienti da diverse parti del mondo.

Anche sulle pagine di Piccolenote abbiamo spesso scritto, nei mesi scorsi, di queste anomalie: “Così è stato per lo studio americano che indicava che il Covid-19 era presente negli Usa già nel dicembre 2019 (Piccolenote), per la ricerca francese che retrodatava la circolazione in Europa (Corriere della Sera), per le tante testimonianze che riferivano di un vero e proprio focolaio alle Olimpiadi militari di Wuhan, che quindi sarebbe di importazione e non made in China (Piccolenote)”.

In particolare ricordiamo lo studio “…dell‘Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, i cui esiti sono stati pubblicati a fine ottobre…riguardava 959 persone di età compresa  tra i 55 e 65 anni che si erano sottoposti a uno screening sul tumore al polmone. Con una certa sorpresa dei ricercatori, è emerso che l’11,6% (111 su 959) di queste persone aveva sviluppato gli anticorpi del coronavirus, di cui il 14% già a settembre e il 30% nella seconda settimana di febbraio 2020 (si ricordi che il primo caso riconosciuto in Italia è di fine febbraio)”.

La politica della pandemia

Purtroppo questa pandemia è entrata di forza nel confronto politico internazionale che vuole la Cina inevitabilmente contrapposta all’Occidente in generale e agli USA in particolare. La Cina, per certi ambiti che spingono per una contrapposizione Washington-Pechino, deve essere colpevole, se non per averla fabbricata, almeno per averla originata accidentalmente con successiva copertura del fattaccio per evitare la condanna internazionale. Tracce di tali convinzioni si trovano ancora oggi anche sui giornali nostrani.

Troppo spesso sono state ignorate, o quasi, le molte prove, o almeno i pesanti indizi, che ricercatori, scienziati e giornalisti hanno trovato in giro per il mondo che contrastano la narrativa ufficiale.

Probabilmente non sapremo mai con certezza chi o cosa abbia originato questo disastro. Resta la tragedia che ha devastato, e ancora sta devastando, il mondo e rimangono gli effetti, tragici per le moltitudini, che per altri, invece, hanno rappresentato “grandi opportunità” (cioè guadagni colossali e maggior potere).