16 Gennaio 2021

Norvegia: il vaccino Pfizer rischioso per le persone fragili

Le autorità norvegesi hanno dichiarato che 23 persone sono morte nel loro paese poco tempo dopo aver ricevuto la loro prima dose di vaccino. A rivelarlo è il media americano Bloomberg.

“Tredici dei deceduti – si legge nell’articolo -, sono stati sottoposti ad autopsia, con risultati che suggeriscono che gli effetti collaterali comuni [della vaccinazione, ndr] possono aver contribuito a scatenare gravi reazioni nelle persone anziane e fragili, secondo l’Agenzia norvegese per i medicinali”.

“Per le persone con grave fragilità, anche gli effetti collaterali di vaccini relativamente lievi possono avere gravi conseguenze”, ha detto il Norwegian Institute of Public Health. “Così per le persone che hanno un’aspettativa di vita molto breve il beneficio del vaccino può essere marginale o irrilevante”.

A suscitare tale reazione è stato il vaccino Pfizer. Secondo Bloomberg ci sarebbe un problema intrinseco nei vaccini che utilizzano l’RNA messaggero (tecnica usata anche da Moderna).

Prosegue infatti Bloomberg: “Emer Cooke, il nuovo capo dell’Agenzia europea per i medicinali, ha affermato che monitorare la sicurezza dei vaccini Covid, in particolare quelli che si affidano a nuove tecnologie come l’RNA messaggero, sarà una delle sfide più grandi…”.

Il punto di domanda è, quindi, non tanto se funzionano, dato che la letteratura scientifica sembra abbastanza unanime sul punto, ma se siano sufficientemente “sicuri”. Sembra emergere che la tanto decantata sperimentazione, cadenzata sui media con l’enfasi del caso, non sia stata realizzata in maniera adeguata.

Così che tale fase sembra si stia realizzando ora, almeno a stare al richiamo alla vigilanza riferito da Bloomberg. Una vigilanza ex-post che sconcerta, anche perché ad abbisognare maggiormente dei vaccini è proprio la fascia di popolazione in oggetto.

Val la pena riportare come tale enfasi non si sia registrata per il vaccino russo e britannico, quest’ultimo tormentato da una serie di incidenti di percorso che ha destato sospetti di una guerra segreta quanto sporca per vincere la corsa dei vaccini e agli appalti miliardari conseguenti (e altro).

Da notare, peraltro, che le complicanze in oggetto sembra siano legate alla nuova tecnologia utilizzata da Big Pharma, quella che utilizza appunto l’RNA messaggero.

Forse è indebito, o forse no, ricordare che la corsa ai vaccini per il Covid-19 si è intrecciata con un’altra corsa, quella di Big Pharma per la creazione di vaccini di nuova generazione, quelli appunto basati sull’RNA messaggero, che gli avrebbero consentito di sbaragliare definitivamente la concorrenza.

La pandemia, da questo punto di vista, è stata una manna. Ha attirato investimenti impossibili prima, aprendo nuove via alla ricerca. Non solo, la dichiarazione di pandemia da parte dell’Oms ha portato all’eliminazione di diversi limiti posti alla sperimentazione e all’elusione di eventuali responsabilità future per le Case farmaceutiche produttrici dei vaccini.

Così Big Pharma & Co non solo ha vinto la corsa ai vaccini, ma ha potuto realizzare un’innovazione decisiva nel settore, lasciando al palo i concorrenti.

Competizione lecita, se non fosse per quella vigilanza postuma che interpella. Non solo per quanto riguarda i rischi per la popolazione più fragile, ma anche sulle conseguenze a medio-lungo termine di un vaccino che evidentemente ha avuto una sperimentazione affrettata.

Ci si chiede se forse si attagli alla circostanza il vecchio detto “chi va per la strada nuova sa cosa perde, ma non sa cosa trova”. Fuor di metafora, ci si chiede se, invece, altri vaccini, come quello britannico e russo, che sono stati prodotti in base a tecnologie standard, e quindi meno a rischio, siano preferibili di quelli basati sulla manipolazione dell’RNA.

Non siamo affatto no vax, anche perché apparteniamo all’ultima generazione gratificata dalla vaccinazione per la poliomielite. E però ci sembra necessario interpellarsi sul peso che hanno gli enormi interessi in gioco rispetto a quello della salute dei cittadini.

A margine si può notare come la notizia proveniente dalla Norvegia sia stata oscurata dai media mainstream italiani, come da risultati di una ricerca su Google (ma riteniamo sia pratica diffusa anche all’estero), di cui riportiamo uno screenshot, che evidenzia come sia stata riferita solo da media con meno lettori.

Se, certo, la notizia rischia di suscitare allarme, e se quindi, va gestita con l’intelligenza del caso, resta che evitare di guardare la realtà non aiuta a risolvere problemi, che invece andrebbero affrontati con la rigorosità del caso.

P.S. Mentre scriviamo giunge la notizia che:” OSLO. Il laboratorio americano della Pfizer ha avvertito che «dalla prossima settimana» ci sarà un calo nelle consegne di vaccini anti-Covid in Europa, in attesa di migliorare le proprie capacità di produzione. Lo ha reso noto l’Istituto norvegese di sanità pubblica ma «la riduzione temporanea – hanno sottolineato – interesserà tutti i Paesi europei». (Stampa) Coincidenze geografiche e tempismo che registriamo.