30 Novembre 2012

L'Egitto e la saharia

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Il presidente egiziano Mohamed Morsi

La saharia, adottata ieri in Egitto, era già in vigore durante la presidenza di Mubarak, spiega Renzo Guolo sulla Repubblica del 30 novembre, che scrive: «La scelta odierna non piace troppo ai salafiti duri e puri. Essi chiedevano che le regole, non i principi della saharia, primeggiassero nella gerarchia delle fonti. La distinzione non è formale: i principi ispirano idealmente, le norme sono codificate e applicate dettagliatamente. Sapendo che l’applicazione delle norme, dal diritto di famiglia alle pene corporali, avrebbe provocato una reazione negativa all’esterno e all’interno del Paese, suscitando i timori della comunità internazionale e le dure reazioni delle opposizioni, i Fratelli musulmani hanno optato per una linea morbida. In tal modo non hanno creato problemi nemmeno alla consistente minoranza copta. In quanto gente del Libro, i cristiani, come gli ebrei, saranno soggetti alle loro leggi religiose».

Conclude Guolo: «A dispetto delle apparenze, non è dalla questione della saharia che si può dedurre l’eventuale islamizzazione egiziana, ma dall’insieme del testo costituzionale e, soprattutto, dalla realtà dei processi politici e dei rapporti di forza»

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