11 Novembre 2020

I Won't Back Down, Jonny Cash

di Massimo Quattrucci

“Non mi tiro indietro”, questo è il messaggio, ripetuto più volte con forza. Voce e chitarra, niente di più semplice. E la voce che canta è ferma, sicura, autorevole, ed è quella di uno dei grandi della musica americana, Jonny Cash.

Sentita tantissime volte, la ritrovo sui titoli di coda di Cattive acque, un gran bel film americano uscito in Italia all’inizio di quest’anno. È la storia vera di un avvocato tenace e onesto che si mette contro il colosso industriale DuPont, dal quale era stipendiato.

La società, fondata da un imprenditore francese emigrato negli Stati Uniti, si sviluppò ben presto grazie alla produzione della polvere da sparo. Visti i notevoli guadagni, alcuni dei moltissimi prodotti chimici e industriali della DuPont rimasero legati alla guerra.

Proprio la produzione di uno di questi, il Teflon (utilizzato inizialmente per ricoprire i carri armati e passato poi al rivestimento delle pentole antiaderenti) e gli immensi danni causati per la sua produzione sono al centro di questo film.

Tutto ciò che è intorno alla sede di produzione in West Virginia, bestiame, uomini, si ammala di tumore. Le acque e il terreno ne restano impregnati. Come dimostrato dall’avvocato, questo materiale rilascia una tossina che entra nel nostro organismo per non abbandonarlo più ed è ormai presente in tanti elettrodomestici e articoli per la casa (anche per bambini) del mondo.

I Won’t Back Down è perfetta per questo film, per questa storia vera. Due minuti e dieci secondi di musica e parole che descrivono perfettamente la volontà di non smettere di lottare contro chi uccide, contro chi si arricchisce a danno della salute dell’uomo e del mondo intero.

Ancora più perfetta perché non è stata scritta per il film, anche se può sembrare. La canzone è infatti di Tom Petty e fu composta nel 1987, quando qualcuno diede fuoco alla sua casa, distruggendola. Il cantante decise di ricostruirla uguale, nello stesso posto. La canzone divenne subito un inno alla resistenza, a non piegarsi, a non tirarsi indietro.

Che stupore, quando una canzone si inserisce perfettamente in una situazione di vita altra, per la quale non è stata scritta: “La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve” diceva Troisi a Neruda ne “Il postino”. 

E qui la versione semplice e scarna di Jonny Cash (famoso anche per i suoi concerti nelle grandi prigioni americane, come illustra la foto della nota) risulta assai più incisiva, ferma e chiara dell’originale. Nulla è aggiunto al testo, che parla chiaro a tutti.

Con l’umiltà di chi sa di essere, per sua stessa dichiarazione: “Il più grande peccatore di tutti, un uomo sopravvalutato e pieno di contraddizioni”. 

 

“Dunque, non mi tirerò indietro.
No, non mi tirerò indietro,
potete mettermi davanti alle porte dell’inferno
ma io non scenderò.

No, resterò sulla mia posizione
non cambierò idea
e impedirò che questo mondo mi trascini giù.
Resterò sulla mia posizione
e non mi tirerò indietro.

Non mi tirerò indietro
non c’è nessuna via d’uscita.
Non mi tirerò indietro,
rimarrò con in piedi per terra.
Non mi tirerò indietro.

So cosa è giusto,
ho solo una vita,
in un mondo che continua a maltrattarmi.
Ma rimarrò con i piedi per terra
e non mi tirerò indietro.

Non mi tirerò indietro
non c’è nessuna via d’uscita.
Non mi tirerò indietro,
rimarrò con in piedi per terra.
Non mi tirerò indietro.”

 

Di seguito i link della versione di Cash, l’originale di Tom Petty e una bellissima dal vivo di Eddie Vedder:

  1. Cash: https://www.youtube.com/watch?v=N8i5NLyXZdc
  2. Petty: https://www.youtube.com/watch?v=nvlTJrNJ5lA
  3. Vedder: https://www.youtube.com/watch?v=E4wu2NXYEYo