9 Novembre 2020

Biden il fortunato, arriva il vaccino

Avevamo scritto in tante note pregresse che il vaccino sarebbe arrivato dopo le elezioni americane… et voila, oggi la Pfizer annuncia che il vaccino al quale sta lavorando da tempo è pronto ed efficace nel 90% dei casi accertati, né presenta controindicazioni di sorta.

Si tratta del noto vaccino di Pfizer. Donald Trump Junior scrive un tweet infuriato, accusando l’FDA, che doveva certificarne l’efficacia, di aver ritardato volutamente i tempi, avendo chiesto ulteriori accertamenti.

D’altronde il Ceo dell’azienda farmaceutica era stato chiaro: nessun vaccino prima delle elezioni (New York Times).

Nessun complotto, o almeno nessuna evidenza che possa essere provata, dato che siamo nel ristretto e indiscutibile ambito sanitario.

Resta che tale tempistica era palese, e ne avevamo dato conto ampiamente nelle nostre note: d’altronde nessuna azienda farmaceutica avrebbe sfidato la sorte entrando a gamba tesa in un processo politico così delicato.

Trump non ha potuto annunciare il vaccino, che ora invece può essere annunciato dal nuovo presidente, benché ancora non proclamato ufficialmente.

Biden, peraltro, col suo staff ha già predisposto un piano per affrontare la pandemia, mossa che tende anche ad accelerare il processo di allontanamento di Trump dalla Casa Bianca: ostacolando il passaggio di consegne, tale il messaggio che presumibilmente sarà veicolato, metterà a repentaglio vite umane…

Le alterne vicende della pandemia e della politica si sono sviluppate in un intreccio inestricabile, l’annuncio di oggi non è che una banale conferma postuma.

Restano le problematiche legate alla produzione e alla somministrazione, che non son poche e che rendono impossibile la chiusura della finestra pandemica prima del consumarsi della seconda ondata (quella invernale).

Ma l’azienda ha legittimamente dichiarato che è un “grande giorno per la scienza e per l’umanità“, è stata posta una “pietra miliare” nella lotta alla pandemia. Mancano le fanfare, ma per il resto c’è tutto.

Al di là del pregresso, che pure conta e sul quale stendiamo un velo pietoso (obbligato perché ci son tanti, troppi morti di mezzo), aspettiamo nuovi sviluppi, che certo non mancheranno.

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