3 Novembre 2020

Keith Jarrett, The Koln Concert part I (1975)

di Massimo Quattrucci

Keith Jarrett, uno dei più grandi musicisti degli ultimi anni, ha recentemente dichiarato al New York Times: “Non so cosa mi porterà il futuro. Quello che posso dire ora è che non sono un pianista”. Jarret ha 75 anni ed ha avuto due ictus; non può più suonare. Ci riesce soltanto in sogno, cosa che gli accade spesso. Ha la mano destra bloccata e grossi vuoti di memoria. Ma il grande pianista, noto per il suo genio e per la sua scontrosità, ha imparato che nonostante le difficoltà è possibile che accadano cose meravigliose e inaspettate.

Come quella sera in cui nacque il suo The Koln concert del 1975, l’album jazz più venduto della storia: un immenso trionfo nonostante le tante cose che quella sera furono avverse, tanto da mettere in forse il concerto stesso. Keith, supplicato dalla organizzatrice diciannovenne, accettò di suonare un pianoforte piccolo e scordato fino a pochi minuti prima della serata invece del suo prediletto. Ma il
risultato fu davvero meraviglioso.

Tra le tante bellissime registrazioni, ricordiamo quella utilizzata da Nanni Moretti in Caro diario per la commossa visita al luogo dove Pier Paolo Pasolini fu ucciso (1) e la meravigliosa The wind registrata originariamente a Parigi nel 1988.

The Koln Concert part I (da Caro diario, cliccare qui) – The wind (cliccare qui).

 

(1) Ieri la ricorrenza dell’assassinio di Pier Paolo Pasolini, ucciso il 2 novembre del 1975 (rimandiamo a una nota precedente per il bellissimo murales di Nicola Verlato a lui dedicato a Tor Pignattara, periferia romana).

Massimo  Quattrucci