19 Ottobre 2020

Bolivia: vince Arce, fallisce il golpe made in Usa

Luis Arce è il nuovo presidente della Bolivia. Vince, al primo turno, il candidato del Movimento per il socialismo (Mas) di Evo Morales, che l’11 novembre dello scorso anno dovette dimettersi su pressante invito dei militari dopo una contestata vittoria alle presidenziali.

Il golpe messo a segno dagli Stati Uniti nel Paese latinoamericano è fallito. Tutto era iniziato alle presidenziali del 20 ottobre 2019, quando Evo Morales rivendicò la vittoria. Elezioni contestate dall’opposizione, sulle quali calò come una mannaia la sentenza dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), che dichiarò quelle elezioni falsate da brogli.

Seguirono i soliti tumulti, propri delle rivoluzioni colorate, da cui il “consiglio” dato dai militari a Morales perché si dimettesse. Cosa che il presidente fu costretto a fare. Era l’11 novembre allora, quando il potere passò a un’ignota parlamentare, tal Jeanine Añez, che ha retto il Paese in qualità di presidente ad interim in attesa di nuove elezioni, ritardate più volte.

Finalmente le elezioni si sono svolte e ha vinto ancora una volta il Mas, a conferma che le elezioni che avevano al tempo incoronato Morales erano regolari e che la dichiarazione fatta allora dall’Osa era falsata, come dimostrava uno studio successivo da parte di alcuni ricercatori americani (Piccolenote).

Al di là dei destini del Paese, la svolta segnala un’inversione di marcia in Sud America, dove forte aveva iniziato a spirare il vento della contro-rivoluzione a guida americana. Dopo aver fallito il golpe in Venezuela, fallisce anche il golpe in Bolivia.

Detto questo, è più che probabile che la vittoria di Arce sia dovuta alla concomitanza con le elezioni americane e altro.

Presi dalla contesa per la Casa Bianca, con una nazione flagellata dal coronavirus, ossessionati dall’idea di contrastare la Cina, gli yankees, come li chiamano in Sud America (e altrove), non hanno avuto tempo e modo per contrastare la corsa del candidato del Mas, che ha subito dichiarato la sua propensione per un “governo di unità” (Ansa).

Infine, va ricordato, per spazzar via banali schematismi anti-americani, l’appoggio esplicito che l’esponente del partito democratico Bernie Sanders diede a Morales al momento della sua defenestrazione e le parole che ha speso per chiedere a Washington di dismettere la pratica dell’indebita ingerenza in America latina.

Insomma, il bianco e nero non aiuta a dar conto della realtà. Che è multiforme e spesso più colorata di quanto si immagini.

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