8 Novembre 2012

Il trionfo di Obama: "Il meglio deve ancora venire"

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Barak Obama vince. Si conferma presidente e guiderà gli Stati Uniti d’America per i prossimi quattro anni. È il suo ultimo mandato presidenziale dal momento  che la Costituzione ne prevede al massimo due. In genere, non avendo problemi di rielezione, nel secondo mandato i presidenti hanno più libertà di agire. Forse per questo Obama ha salutato i suoi elettori con la frase: «Il meglio per gli Stati Uniti deve ancora arrivare». 

Alcuni analisti si sono affrettati a scrivere che per Obama è stata una vittoria dimezzata: la Camera in mano ai repubblicani, un Paese diviso e via dicendo. Cosa che impedirebbe un normale dispiegarsi del suo agire.

Che gli Stati Uniti d’America siano attraversati da una profonda spaccatura è vero, certo, dal momento che ambiti sempre più ampi della destra stanno radicalizzandosi, con tendenza a un estremismo messianico. Problema che resta e va tenuto presente.

Detto questo, però, la vittoria di Obama non è stata affatto sul fil di lana, né tantomeno dimezzata. Ha vinto sul piano popolare, prendendo 50% contro il 48% di Romney, al contrario di altre elezioni che, a causa del meccanismo elettorale, hanno visto trionfare candidati eletti con meno voti dell’avversario.

Considerazione analoga vale per il numero di grandi elettori acquisiti (ogni Stato ne elegge alcuni, che poi, a loro volta eleggono il presidente): ci sono stati presidenti eletti con uno scarto minimo di grandi elettori, in questa occasione, invece, lo scarto è stato netto e inequivocabile: 303 a 206. Né è successo quanto avvenne per l’elezione di George W. Bush, quando il mondo assistette allo spettacolo del riconteggio delle schede in Florida.

Insomma una vittoria netta. I repubblicani hanno il controllo della Camera? Obama ha convissuto con questa situazione negli ultimi due anni del suo mandato. Continuerà a conviverci e a cercare compromessi, che poi appartiene all’arte della politica.

Qualcuno ha sottolineato il gelo delle borse alla notizia della sua elezione, come a far intravedere la possibilità di una guerra tra finanza e politica che ne frenerebbe l’azione: ma Obama è stato eletto proprio per porre un freno a certe perversioni finanziarie…

Insomma, quella di Obama è stata una vittoria netta, non dimezzata. E Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Alla fine quel che conta, per l’America (e non solo, dato il ruolo che ha questa nazione nel mondo) è questo.