7 Novembre 2012

Grossmann, il diritto di ritorno dei palestinesi e il mutismo d'Israele

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Mahamoud Abbas

Il presidente dell’Autorità palestinese, Mahamoud Abbas, in un’intervista rilasciata durante una visita alla sua città natale, Safad (in territorio israeliano), ha dichiarato il suo favore a un nuovo dialogo israelo-palestinese, esprimendo una esplicita rinuncia al “diritto di ritorno” dei palestinesi, tema tra i più controversi di tale dialogo. Scrive David Grossman sulla Repubblica del 6 novembre che, successivamente, Abbas: «in un’intervista in arabo si è affrettato a prendere le distanze dalle proprie dichiarazioni sostenendo che questa è solo la sua opinione personale e nessuno è autorizzato a rinunciare al “diritto al ritorno” (…). Eppure nelle parole di Mahmoud Abbas c’è qualche cosa di nuovo, un segnale. Nella nota cacofonia di urla e di accuse che le due parti – inevitabilmente sorde l’una all’altra – si scambiano, c’è un suono nuovo. Una nota che richiede un’attenzione diversa e una reazione più complessa e creativa».

Prosegue l’articolo di Grossmann: «Ma lei, signor Netanyahu non ha reagito. Nel vuoto di questa reazione si è introdotto il suo ministro degli Esteri che, con la delicatezza che lo contraddistingue, ha attaccato il presidente Abbas e ridotto in polvere le sue dichiarazioni (…). Se continueremo ad aspettare, signor Netanyahu, accadrà una tragedia. È vero, i palestinesi per ora sono tranquilli. Quarantacinque anni di occupazione li hanno schiacciati, sgretolati e paralizzati. E siccome sono tanto sconfitti e apatici qui in Israele cresce il senso di indifferenza e l’illusione che le cose andranno avanti così per l’eternità.

Ma laddove ci sono esseri umani non c’è vera paralisi. E laddove ci sono milioni di persone oppresse non esiste un vero status quo. La disperazione e il senso di sconfitta hanno una forza e una dinamica proprie. Che aumenteranno e si addenseranno nell’ombra fino ad esplodere all’improvviso con enorme violenza».

Titolo dell’articolo di Grossmann: “Signor Netanyahu risponda ai palestinesi”.