2 Novembre 2012

La Germania, la crisi europea e il rancore verso gli Stati in difficoltà

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Il Corriere della Sera del 2 novembre ha pubblicato un’intervista al leader della Spd tedesca Peer Steinbrück. Queste le sue parole su come la Germania ha affrontato la crisi dell’eurozona: «Il governo parte da una analisi insufficiente della crisi, ritenendo che si tratti di una crisi del debito pubblico degli Stati. È così solo parzialmente. A questa analisi insufficiente segue una terapia sbagliata. E questa terapia viene praticata da due anni: risparmiare, risparmiare, risparmiare. Intanto la situazione europea non diventa migliore, ma anzi più problematica. Gli Stati scivolano dalla recessione alla depressione e così non ottengono migliori condizioni sui mercati finanziari. Tornando a Schröder, Blair e González, un consolidamento è giusto, se la dose è giusta. Serve una stabilizzazione del nostro sistema bancario malato e una regolamentazione. Ed è necessario uno stimolo per la crescita. Soprattutto in molti Paesi mediterranei, per combattere la disoccupazione giovanile troppo alta».
Quindi, interpellato sulla crisi della Grecia, ha risposto: «Dal punto di vista odierno, la Grecia non dovrebbe appartenere economicamente all’eurozona, ma l’errore è stato fatto. L’ammissione della Grecia è stata influenzata politicamente. Non ha senso oggi discuterne a lungo. Gli inglesi direbbero: “The cat is out of the bag”. In Germania c’è stata una manovra politica basata sul rancore nella quale la cancelliera è stata coinvolta».

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