24 Ottobre 2012

Lavrov, la non ingerenza e la Siria

Tempo di lettura: < 1 minute

«Il principio di non ingerenza negli affari interni degli Stati è scritto nello Statuto dell’Onu. È un postulato fondamentale, un principio su cui si fonda il diritto internazionale. Se permettiamo di infrangerlo o di prendere alla leggera la sua violazione, ci sarà una reazione a catena. Il mondo sprofonderà nel caos, come possiamo già vedere nel Vicino Oriente». Parole di Sergej Lavrov, ministro degli esteri russo in un intervista pubblicata sulla Repubblica del 18 ottobre (inserto Russia Oggi, prodotto in Russia da Rossiskaya Gazeta). 

Nell’intervista Lavrov  parla anche della situazione siriana: «Ci sono due possibilità. Se le rassicurazioni sul fatto che la priorità numero uno adesso è salvare vite umane sono sincere, allora bisogna portare a compimento gli accordi di Ginevra. Ossia, costringere tutti a deporre le armi e sedersi al tavolo delle trattative. Se invece la priorità numero uno è abbattere il regime e Bashar Assad, allora noi non potremo essere di alcun aiuto. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu non si occupa di questo, per definizione. Si tratterebbe di un’istigazione a continuare una guerra fratricida, e noi dovremmo semplicemente capire che il prezzo da pagare per questa ossessione geopolitica di sostituire il regime esistente in Siria è di migliaia di vite umane. Parlando con i miei colleghi ho percepito che si rendono conto dell’inesistenza di alternative a questi due scenari, eppure non sono ancora pronti a rinunciare al proprio sogno geopolitico».

9 Agosto
Caccia a Trump