20 Ottobre 2012

Il Papa: il Credo e i deserti della vita

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1968, piazza san Pietro. Paolo VI recita il Credo del popolo di Dio

All’udienza generale del 17 ottobre, il Papa, interrompendo il ciclo delle udienze dedicate alla preghiera, ha introdotto il tema di riflessione di questo anno che, in sintonia con l’Anno della fede, sarà appunto la fede cattolica. Pubblichiamo un passaggio del suo intervento:  «Ma dove troviamo la formula essenziale della fede? Dove troviamo le verità che ci sono state fedelmente trasmesse e che costituiscono la luce per la nostra vita quotidiana? La risposta è semplice: nel Credo, nella Professione di Fede o Simbolo della fede, noi ci riallacciamo all’evento originario della Persona e della Storia di Gesù di Nazaret; si rende concreto quello che l’Apostolo delle genti diceva ai cristiani di Corinto: “Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno” (1 Cor 15,3).

Anche oggi abbiamo bisogno che il Credo sia meglio conosciuto, compreso e pregato. Soprattutto è importante che il Credo venga, per così dire, “riconosciuto”. Conoscere, infatti, potrebbe essere un’operazione soltanto intellettuale, mentre “riconoscere” vuole significare la necessità di scoprire il legame profondo tra le verità che professiamo nel Credo e la nostra esistenza quotidiana, perché queste verità siano veramente e concretamente – come sempre sono state – luce per i passi del nostro vivere, acqua che irrora le arsure del nostro cammino, vita che vince certi deserti della vita contemporanea. Nel Credo si innesta la vita morale del cristiano, che in esso trova il suo fondamento e la sua giustificazione».