19 Ottobre 2012

Montecarlo, nuovi sospetti su Tulliani. Fini: mai mentito, avanti a testa alta

Tempo di lettura: < 1 minute

Ritorna il tormentone sulla casa di Montecarlo che tanto affatica il presidente della Camera Gianfranco Fini. Stavolta però, nuovi documenti sequestrati dalla guardia di Finanza non lasciano dubbi: ad acquistare l’immobile è stato il fratello dell’attuale moglie del presidente della Camera.

Il problema di questa acquisizione è che quell’appartamento era parte del patrimonio di Alleanza Nazionale, quindi l’acquisto da parte di uno dei dirigenti del partito, di fatto il leader, è cosa strana. Perché il venditore userebbe di un bene di cui non dovrebbe avere disponibilità, essendo del partito, e perché venditore e acquirente sono la stessa persona. Se poi l’acquisto si è consumato a prezzi scontati, come contestano i detrattori del presidente della Camera, il problema aumenta. E aumenta ancora di più se l’intermediario dell’operazione immobiliare è persona oggetto di indagini per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti.

Se davvero emrgerà che l’acquirente della casa sono io, mi dimetterò, aveva detto Fini sfidando i suoi nemici, anche perché finora non esisteva documentazione certa della compravendita. Ora, dopo il ritrovamento di questi nuovi documenti, gli avversari politici gli chiedono di ottemperare alla promessa. Ma l’ex leader di Alleanza Nazionale tiene duro.

Fini ha sempre sostenuto di non avere mai saputo nulla di questo acquisto. E continua a tenere questa linea, sostenendo di essere vittima di un raggiro parentale. D’altronde un suo cedimento sul punto decreterebbe la sua fine politica.

Pdl e altri avversari politici annunciano contestazioni, anche plateali. Si vedrà come andrà a finire.