18 Ottobre 2012

Romney scivola su Cina e Libia. Obama punta sul Ko

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Il secondo duello televisivo tra i due concorrenti alla Casa Bianca ha visto il Presidente Obama prevalere sul suo avversario. Altra gaffe di Romney, stavolta sulle donne, quando a un certo punto ha detto che gli «hanno portato raccoglitori pieni di donne». Errore marchiano, che ha scatenato l’ironia generale e che rischia di invertire il trend che vedeva uno spostamento delle simpatie femminili verso di lui. Al repubblicano non ha giovato neanche un botta e risposta sulla Cina: incalzato da Obama sulla delocalizzazione delle sue imprese nella terra del Dragone, a detrimento dei lavoratori americani, Romney ha risposto tagliente: «Anche lei, presidente investe in Cina. Ha controllato che fine fa la sua pensione?». E Obama: «Non guardo mai la mia pensione, non è alta come la sua, ci vuole poco a controllarla». Ma il nodo cruciale del dibattito si è rivelato, non poteva essere altrimenti, il recente assassinio dell’ambasciatore Chris Stevens in Libia. Romney ha provato ad attaccare, accusando il Presidente di aver detto che si era trattato di un atto terrorisitco solo quindici giorni dopo l’attentato. No, l’ho detto il giorno stesso, ha risposto indignato il Presidente. Decisivo, anche per l’andamento del dibattito, l’intervento della moderatrice, Candy Crowley, che ha confermato la versione di Obama. D’altronde di pubblico dominio.

Insomma un Obama aggressivo, tutt’altro che opaco, che ha riscattato la grigia prova precedente. E subito premiato dai sondaggi, che ne hanno decretato la netta vittoria sull’avversario. Resta da vedere quanto l’esito di questo dibattito incida sull’orientamento reale dell’elettorato, soprattutto in alcuni Stati chiave ancora in bilico.

E resta da vedere come andrà il prossimo, ultimo, dibattito televisivo, che sarà incentrato sulla politica estera (si terrà lunedì sera in Florida, altro Stato chiave per l’elezione).

Sempre che fattori esterni non intervengano a mutare quanto avviene durante la campagna elettorale: un possibile blitz in Libia contro i responsabili della morte dell’ambasciatore Usa (lo staff di Obama sta studiando il dossier), un attentato terroristico (ieri è stato arrestato un uomo che ne progettava uno contro la Federal Reserve) o altro.