27 Aprile 2017

La Cina si sente minacciata

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«Lo sviluppo del sistema antimissile Thaad in Corea del Sud danneggia l’equilibrio strategico e la stabilità regionale. E trova la Cina risolutamente contraria». Questo il commento del portavoce del ministero della Difesa cinese Yang Yujun riguardo il sofisticato sistema difensivo che gli Stati Uniti hanno piazzato a Seul a protezione di eventuali iniziative belliche della Corea del Nord.

Le dichiarazioni del portavoce della Difesa cinese sono state riportate da Russia Today.

Il problema, come ha rilevato un editoriale del Global Times riportato dal sito, è che tale sistema d’arma è stato piazzato proprio «sulla porta di casa della Cina». Pechino non può che percepirla come un pericolo alla propria sicurezza.

La Cina continuerà quindi a svolgere le proprie esercitazioni militari e a testare i suoi armamenti, ha aggiunto Yang Yujun, allo scopo «di salvaguardare con decisione la sicurezza nazionale e la pace e la stabilità regionale».

La tensione resta quindi alta in questo angolo di mondo, dove sta per giungere anche un sottomarino nucleare americano (vedi nota).

I generali americani sanno bene che un possibile intervento contro la Corea del Nord, più volte minacciato dall’amministrazione Usa, è più che rischioso se prima Pechino non recide i vincoli, non solo ideologici, che la legano a Pyongyang.

E Pechino sta facendo capire che, almeno per ora, non ha intenzione di abbandonare al suo destino lo storico alleato.

Non solo: la pressione sulla Corea del Nord da parte degli Stati Uniti viene percepita dal Dragone anche come un tentativo di creare una fascia di contenimento attorno alla Cina. Un modo per porre un freno alla sua proiezione globale.

Proprio ieri la marina di Pechino ha annunciato che la seconda portaerei cinese ha lasciato il bacino di carenaggio per andare in acqua.

Non si tratta solo di aggiungere una nave più o meno potente alla propria flotta, ma di un simbolo, dal momento che le portaerei sono concepite in prospettiva di una proiezione globale.

La Cina ha ribadito a più riprese la necessità di un negoziato per risolvere i problemi posti dall’insano attivismo della Corea del Nord. Opzione che gli Stati Uniti stanno percorrendo in parallelo a quella militare, come rivela il parallelo attivismo dell’apparato militare statunitense.

La Cina sta facendo capire in vari modi a Washington che, se sfidata, è pronta ad affrontare anche l’eventuale opzione militare. Non si può che sperare che da ambo le parti prevalga la ragionevolezza.