5 Ottobre 2012

La Turchia vota l'intervento in Siria: "Assad non ci provochi, è avvertito"

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Il Parlamento turco ha autorizzato il governo a effettuare operazioni militari in territorio siriano in caso di nuove aggressioni. È la risposta ai colpi di mortaio esplosi dalle forze di Assad, che mercoledì sera hanno ucciso cinque persone in territorio turco, per le quali Damasco ha porto scuse formali, spiegando che si è trattato di un tragico incidente. Manifestazioni contro la guerra davanti al Parlamento e in diverse località turche (compreso il paese oggetto del bombardamento) hanno caratterizzato la giornata. Le proteste sono corse anche via twitter e un sondaggio pubblicato su Hurriyet, uno dei più auterevoli giornali turchi, ha rilevato che la maggioranza del Paese è contraria a un eventuale conflitto. Le proteste hanno costretto Erdogan a precisare che la delibera del Parlamento non è una dichiarazione di guerra, ma la sostanza è che un intervento esterno nella guerra civile che da mesi insangiuna la Siria è da ieri più probabile. Un intervento che non riguarderebbe la sola Turchia, potendo questa avvalersi del sostegno della Nato, inevitabile quando un Paese membro è aggredito. Insomma, il Medio Oriente è sull’orlo di un baratro. Se vi precipita, le conseguenze saranno avvertite in tutto il mondo.