27 Settembre 2012

Ahmadinejad, passo d'addio: "un nuovo ordine mondiale"

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Ultimo intervento per il presidente iraniano uscente in sede Onu. Che, in un discorso tenuto a margine dell’Assemblea, dai toni sorprendentemente calmi ha disegnato il suo sogno di un nuovo ordine mondiale. Un mondo, ha spiegato, senza la guerra Iran-Iraq, scatenata dagli Usa per porre fine alla rivoluzione khomeinista, senza l’invasione irachena da parte dell’Occidente, senza l’11 settembre. Accennando al presente, invece, ha rimandato al mittente gli appelli e le pressioni contro l’atomica iraniana, spiegando che giungono da Paesi dotati di migliaia di testate missilistiche. Ma, al di là delle rivisitazioni storiche e del consueto scambio di accuse con Washington ed Israele, ha destato sorpresa un’accennata apertura di credito nei confronti dell’America, con la quale, ha detto il presidente iraniano, si può dialogare «nel rispetto reciproco». A drammatizzare il clima dell’intervento, l’uccisione di un giornalista di Teheran avvenuta in Siria, ad opera di un cecchino delle forze ribelli, proprio mentre Ahmadinejad intratteneva i suoi interlocutori, per lo più giornalisti. L’Iran ha accusato la Turchia e l’Arabia Saudita di essere conniventi con gli assassini del cronista, in quanto finanziatori e sostenitori delle forze antigovernative.