21 Settembre 2012

Vietate in Tunisia le manifestazioni anti-occidentali

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Il governo tunisino, guidato dal partito islamico Ennahada, ha vietato manifestazioni pubbliche per evitare incidenti dopo la pubblicazione delle vignette blasfeme ad opera del giornale francese Charlie Hedbo. L’iniziativa del governo tenta anche di allontanare le accuse di negligenza e collusione con l’integralismo islamico che si era attirato in occasione delle manifestazioni contro il film “l’innocenza dell’Islam”. Ieri violente proteste in Pakistan presso la sede dell’ambasciata Usa. Intanto la Casa Bianca fa sapere che l’uccisione dell’ambasciatore Usa a Bengasi è considerata un “atto terroristico”. Per Washington, quindi, l’assassinio del diplomatico non è stato casuale né è conseguenza di una semplice manifestazione di protesta, ma si è trattato di un’operazione preordinata e organizzata. Resta da capire il rapporto tra tale operazione e gli autori-finanziatori del film che ha incendiato le piazze arabe.