20 Settembre 2012

Le vignette blasfeme: troppo tempismo per essere spontanee

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Francesca Paci firma un reportage dalla Tunisia sulla Stampa del 20 settembre, all’indomani della pubblicazione delle vignette offensive contro la religione islamica ad opera del giornale satirico francese Charlie Hebdo. «Perché il settimanale Charlie Hebdo ha dovuto lanciare il guanto di sfida ai più radicali tra gli islamici, a quelli che solo pochi giorni fa hanno appiccato il fuoco a Bengasi e al Cairo soffiando affinché l’incendio si diffondesse fino in Bangladesh, in Afghanistan, in Indonesia? Limada? «Di tutto abbiamo bisogno in questo momento fuorché di questo» osserva Houda Kebayer, giovane attivista dell’Association Conscience Politique, una delle tante organizzazioni fiorite dopo la rivoluzione (…): «Non capisco. Magari il film Innocence of Muslim voleva ricordare l’11 settembre 2001, ma Charlie Hebdo? Proprio ora?».

Ora, spiega il medico Khais Dhaklaoui, mentre si discute la nuova Costituzione, compreso il controverso articolo 5 sulla libertà di stampa, quello che i laici vorrebbero volteriano a dispetto dei religiosi compatti nel chiedere la legge anti-blasfemia. «Sono per la libertà – insite Khais – ma provocazioni così avvantaggiano i fanatici che possono argomentare di rifiutare una libertà coincidente con l’insulto. Chi c’è dietro?».

Da limada?, secondo l’antica vocazione araba alla dietrologia, discende l’altro interrogativo: a chi conviene? «Non capisco l’intento di Charlie Hebdo, sanno cosa è accaduto dopo il film Innocence of Muslim, rilanciare irridendo certi valori che la gente qui considera importanti non ha senso» commenta la giornalista Souad Bensliman. Alla Tunisia, dice, non serve il caos ma la democrazia: «C’è forse qualcuno che rema contro?». Di nuovo quel sospetto.

(…) Il punto, sostiene il produttore tv Iosri Buasida, è proprio l’incomprensibilità di vignette uscite con troppo tempismo per essere «spontanee». (…): «Non giustifico né la violenza né i libertari a ogni costo, ma perché attizzare il fuoco? Così Ennahda potrà dire, come faceva Ben Ali, che per proteggerci dai salafiti deve ritirare un po’ di democrazia…».