10 Luglio 2015

Se l'Europa resta così sarà la fine dell'euro

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emmanuel macron«Abbiamo condiviso una moneta mentre le divergenze economiche si allargavano. Le nostre economie si sono allontanate, così come i nostri popoli […] La crisi greca è il sintomo di un problema molto più profondo. Il sintomo che la zona euro non ha i mezzi per arrivare fino in fondo. Non ha creato i meccanismi di solidarietà che devono accompagnarsi a una zona monetaria. È un progetto politico che ha finito per essere solo un’area valutaria. Abbiamo messo in grande pericolo l’Eurozona. L’uscita dall’euro della Grecia non sarebbe solo un errore economico, ma anche politico». Così Emmanuel Macron, ministro dell’economia francese in un’intervista rilasciata a Carlos Yanoz per la Repubblica del 10 luglio.

Nell’intervista Macron afferma che l’Europa non può procedere su tale strada senza tentare una via di riforma (ne suggerisce una tra le tante), e spiega che «continuare come adesso nella zona euro non è possibile. Non muoversi significa accettare il fatto che tra dieci anni l’euro cesserà di esistere».

Nota a margine. Abbiamo riportato la notizia perché ci sembra sia molto interessante quell’accenno alla fine dell’Eurozona. Anche considerando il fatto che da anni i fondamentalisti di Bruxelles accusano i vari partiti e movimenti europei critici riguardo l’euro e i suoi lacci di pericoloso populismo, stante che le loro idee andrebbero a minare il fondamento dell’Europa, ovvero la sua valuta unica (questa la bizzarra attualità di una Unione nata per accomunare popoli).

Come accenna Macron, il fondamentalismo dell’euro porterà a breve lo stesso esito che viene rinfacciato ai suoi contestatori. Ritornare all’Europa dei popoli immaginata dai padri fondatori dell’Unione sarà dura (e forse impossibile), ma per poter iniziare una vera riforma occorre riprendere contatto con la realtà. Una cosa ardua per ambiti che hanno prosperato e sono diventati egemoni grazie agli immaginifici giochi a premi della finanza virtuale.