15 Aprile 2015

Missili sulla popolazione di Aleppo

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chiesa armena

Chiesa armena in un quartiere cristiano di Aleppo

«Durante la settimana della Passione redentrice e dei giorni di Pasqua, la nostra città e il nostro popolo hanno sofferto un dolore intenso, una profonda angoscia e sconforto, la notte in cui sono stati presi di mira i quartieri civili della città con granate a razzo la cui capacità distruttiva non avevamo mai sentito e visto prima d’ora!
Siamo andati e abbiamo visto e abbiamo pianto: corpi estratti dalle macerie, brandelli attaccati alle pareti e sangue mescolato al suolo della patria! Decine di martiri di ogni religione e confessione, feriti e mutilati, uomini e donne, anziani e bambini. Abbiamo ascoltato il pianto delle vedove e i lamenti dei bambini e abbiamo visto il panico sui volti della gente.

Dal profondo della sofferenza e della grande angoscia, facciamo appello, gridando, alle persone di retta coscienza, nel caso ci sia qualcuno disposto ad ascoltare:  basta con la distruzione e la desolazione! Basta essere un laboratorio per armi di una guerra devastante! Siamo stanchi! Chiudete le porte della vendita di armi e fermate gli strumenti di morte e la fornitura di munizioni. Siamo stanchi!»
«[…] Noi rifiutiamo che vi sia la “Aleppo dei martiri” ma vogliamo che resti la “Aleppo al-Shahbah” (letteralmente “la grigia”, dal tipico colore dei suoi edifici – ndt), testimone della tenerezza, dell’amore e della pace, del perdono e del dialogo. Aleppo la città, il gioiello prezioso sulla corona del nostro Paese, la Siria, con tutte le sue componenti e la sua diversità di civiltà, culturale, religiosa e confessionale.

La misericordia ai nostri martiri, la guarigione ai nostri malati, la tranquillità nell’animo dei nostri figli e la sicurezza e la pace a tutti i nostri cittadini». È il testo di un appello del Consiglio dei capi delle confessioni cristiane ad Aleppo che riportiamo ai nostri lettori. Sui responsabili di questa nuova strategia del terrore non ci sono dubbi: i ribelli anti-Assad (siano essi al Nusra o altri).

Nota a margine. Il fatto che gli agenti del terrore che impazzano in Siria abbiano iniziato a utilizzare missili terra-terra, armi mai usate in precedenza, per bombardare le città, indica un tragico salto di qualità di questa guerra.

Restano le tante domande su chi abbia loro fornito tali micidiali armi, che certo non si trovano al mercatino dell’usato. Inutile ripetere che questa guerra non si risolverà finché gli Stati Uniti, la Turchia e altri Stati continueranno ad appoggiare i cosiddetti ribelli moderati (che poi cambiano camicia e diventano meno moderati); e fino a quando dai Paesi del Golfo continueranno ad affluire soldi a profusione, miliardi di dollari, alle tante bande di tagliagole locali la cui religiosità in chiave satanica si manifesta ogni giorno di più.

Oggi è san Marone, il santo più caro al cuore dei siriani. Affidiamo a lui e alla sua intercessione questo appello.