10 Aprile 2015

Obama, Bush e i danni dell'idealismo

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President_George_W._Bush_discussing_Social_SecurityBarack Obama come Metternich? Domanda rivolta a John Feffer direttore del think tank Usa Foreign Policy in Focus dalla Repubblica (10 aprile). Risponde Feffer: «Si tratta di un accostamento davvero imponente. Ma può starci. Mentre il predecessore George W. Bush aveva una linea molto più idealista – e abbiamo visto i danni che ha provocato – Obama è evidentemente più realista. Ha sempre pensato che la politica estera americana dovesse basarsi su un “balance of power”, un equilibrio di potenze. Obama sarà un vero Metternich, tuttavia, solo se riuscirà a favorire un compromesso tra i blocchi sunnita e sciita, capitanati da Arabia Saudita e Iran. Perciò l’accordo nucleare [con Teheran ndr.] è un primo importantissimo passo in questo senso».

Nota a margine. Interessante l’accenno all’idealismo di George W. Bush e ai danni conseguenti. Questo binomio realismo – idealismo vale anche per il mondo arabo: in fondo, al suo apparire, la sfida lanciata da al Qaeda, oltre che al mondo occidentale, era rivolta al mondo islamico. La sfida di una fazione idealista contro un islam che aveva conosciuto una pur precaria stabilità (altro è la questione palestinese) grazie al realismo politico dei vari governanti (che proprio per questo realismo si muovevano in un ambito di compromesso con l’Occidente).

Un idealismo rilanciato ex novo dalla nuova ondata jihadista sorta dalle ceneri dell’effimera primavera islamica. Una sfida idealista che si intreccia in maniera inestricabile con le divergenze tra sciiti e sunniti, conflitto quest’ultimo che proprio l’idealismo jihadista ha rimesso in moto dopo un lungo tempo di pur precaria coesistenza tra le due grandi famiglie dell’islam.

In fondo negli ultimi quindici anni il mondo è stato costretto tra due idealismi: quello dei neocon e quello dell’integralismo islamico. Due visioni ideali del mondo che si sono alimentate l’uno dall’altra, con l’effetto di moltiplicare a livello esponenziale i danni che poteva provocare l’una o l’altra parte. Una morsa che ancora attanaglia il mondo in una stretta micidiale.

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