3 Aprile 2015

Il Premio Kissinger a Napolitano

Tempo di lettura: 2 minuti

napolitano - kissinger«Un riconoscimento che ha il sapore di un risarcimento. Giorgio Napolitano vince il “Premio Henry A. Kissinger” e a consegnarglielo sarà l’ex segretario di Stato che nel 1975 aveva negato il nullaosta per l’ingresso negli Stati Uniti, dove l’allora dirigente del Pci era stato inviato per tenere un ciclo di conferenze nelle maggiori università, tour che poté avvenire solo tre anni più tardi». Inizia così un articolo del Corriere della Sera del 3 aprile nel quale si dà conto anche di un biglietto di Kissinger inviato all’ex presidente della Repubblica italiana.

Nel suo biglietto Kissinger scrive: «Ho visto tante cose nella mia vita, ma mai avrei pensato che io, che amo tanto l’Italia, avrei potuto tifare per quell’uomo che ho combattuto per anni». Il premio a Napolitano viene assegnato per «gli straordinari contributi all’ulteriore consolidamento dell’integrità e stabilità europea».

Nota a margine. Mettendo da parte le simpatie e le antipatie che attira l’uomo (a destra e a sinistra), val la pena evidenziare che se per Napolitano si tratta solo di un riconoscimento postumo di un suo ex irriducibile avversario, per l’Italia e per il mondo significa molto più. Quando Napolitano va negli Usa nel ’78, particolare omesso nell’articolo, fu per tentare di spiegare agli Stati Uniti che il compromesso storico voluto da Andreotti, Berlinguer e Moro non aveva un carattere anti-americano. Non ebbe successo allora e il compromesso storico fallì, non solo per la follia sanguinaria delle brigate rosse.

Inutile e impossibile sintetizzare in poche righe la degenerazione politica innescata da quel tragico ’78, nella quale l’Italia si sta dibattendo ancora oggi. Quel che conta in questa sede evidenziare è che con questo riconoscimento postumo in qualche modo si fa giustizia anche di quella intuizione felice, che portò a una stagione politica caratterizzata da una inimmaginabile concordanza tra avversi nel tentativo di aprire una fase nuova della politica italiana che avrebbe potuto avere riverberi positivi nel mondo intero (attutimento della Guerra Fredda Est-Ovest).