20 Febbraio 2015

Come trovano le armi i terroristi

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AD20121215934788-The_man_who_ca«Usa e Turchia hanno siglato oggi l’accordo raggiunto nei giorni scorsi dopo lunghe trattative per l’addestramento di ribelli siriani che combatteranno contro l’Isis, hanno indicato fonti dell’ambasciata Usa ad Ankara. Secondo fonti diplomatiche turche, l’addestramento dovrebbe iniziare gia’ il mese prossimo. Accordi analoghi sono stati negoziati, secondo la stampa, dagli Usa anche con Giordania e Arabia Saudita». Questa notizia Ansa era del 19 febbraio. Si tratta di ribelli cosiddetti moderati, che tanto moderati non sono dal momento che i miliziani dell’Isis provengono proprio da simili campi di addestramento. Davvero questi nuovi figuri combatteranno l’Isis oppure, come accaduto in passato, passeranno armi (Usa) e bagagli (Usa) nel campo opposto?

Sui ribelli moderati riportiamo la testimonianza di Issa Touma, cittadino di Aleppo che non nasconde le sue critiche verso Assad. Sulla sua pagina facebook, si interroga su come Al Nusra, fazione jihadista legata ad Al Qaeda (e all’Isis) che sta insanguinando la Siria, riceva armi, nonostante sia inserita nella black list delle organizzazioni terroriste.

E racconta della visita di un suo amico che vive fuori Aleppo, in un villaggio controllato da Al Nusra, il quale gli spiega quanto segue: «l’Esercito libero è come un passaporto per ottenere più aiuto occidentale dall’esterno della Siria. C’è un accordo con Al Nusra, hanno creato una guerra finta, cominciano a sparare in giro per costringere tutti i civili a fuggire in casa… ma non tutti fuggono, quindi ho visto quello che succede, come molti altri civili della mia zona; più tardi [dopo la guerra finta ndr.] l’esercito libero finge di avere perso la guerra e lascia dietro di sé tutto l’arsenale di armi, in realtà li vendono ad Al Nusra.

E gli chiedo: “Quante armi ha l’Esercito libero?” “Un sacco…”, mi risponde, “hanno un grande stoccaggio di armi, non si può immaginare quanto, si può fare la guerra per molti anni”».

Nota a margine. In Siria c’è anche l’Isis. Quindi è molto probabile che lo stesso giochetto della guerra finta venga fatto con questa fazione terrorista. Viene da pensare anche alla nascita dell’Isis: d’improvviso, nate dal nulla, le milizie Isis attaccarono in Iraq, straripando e conquistando interi arsenali di armi americane lasciate indietro dai militari iracheni in rotta. Questa la narrativa di allora.