14 Gennaio 2015

Per le vittime di Boko Haram l'oblio occidentale

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imgres«Non siamo vittime di serie B, il mondo si deve mobilitare per la Nigeria come per la Francia». A lanciare questo appello è Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana tramite un’intervista rilasciata a Francesco Semprini, pubblicata dalla Stampa il 12 gennaio (In Nigeria una strage al giorno, ci sentiamo vittime di serie B).

In Francia, prosegue il presule, «si è consumata una tragedia, così come accade ormai quotidianamente qui da noi, ma le sensibilità e l’attenzione sono diverse. Noi siamo ogni giorno vittime di attacchi, come quelli delle bambine kamikaze, ma mi sembra che la mobilitazione sia assai ridotta».

E in conclusione del suo intervento chiede «l’intervento della comunità internazionale, dell’Onu, per trovare una soluzione al dramma nigeriano. Innanzitutto capire chi c’è dietro Boko Haram [la filiale di Al Qaeda nigeriana ndr.], chi li finanzia e chi li addestra».

L’appello del presule giunge dopo il massacro di Baga, duemila vittime. Di sicuro interesse la precisazione del presule: «Voglio sottolineare che non è solo la comunità cristiana vittima di questa situazione. Lo stesso vale per le altre minoranze, per i musulmani moderati, e per tutti coloro che non condividono le idee e il fanatismo delle milizie».

Nota a margine. Chi finanzia e addestra Boko Haram in Nigeria è lo stesso che ha finanziato e addestrato gli stragisti francesi. In altro articolo abbiamo approfondito come l’approccio globale al fenomeno sia non solo utile, ma indispensabile. In questa sede accenniamo anche un altro aspetto: stabilizzare la Nigeria e magari altri Paesi Mediterranei (vedi Libia), aiuterebbe a contrastare l’esodo di migranti verso l’Europa, dolorosa piaga che accomuna i due continenti.