3 Gennaio 2015

Obama, Kissinger e il dialogo Usa-Russia

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Vladimir Putin, Henry Kissinger

Kissinger e Putin

«A 91 anni, Henry Kissinger non è arrugginito. Barack Obama gli ha affidato una missione informale e delicata: sondare Vladimir Putin, per riallacciare un dialogo costruttivo tra Washington e Mosca. Potrebbe essere questa la sorpresa del 2015 […] Le indiscrezioni pullulano su tutti i media americani, da Bloomberg News a The Daily Beast. È proprio Kissinger ad essere stato avvicinato da Obama per uno di quegli incarichi informali che l’ex segretario di Stato padroneggia a perfezione. Fu lui l’artefice del capolavoro della diplomazia della guerra fredda, il disgelo tra Richard Nixon e Mao Zedong». Così Federico Rampini sulla Repubblica del 2 gennaio (titolo articolo: Torna Kissinger l’eterno l’arma segreta di Obama per il disgelo con Putin)

Aggiunge Rampini: «Kissinger non è l’unica pedina che Obama sta muovendo per riaprire i contatti con Mosca. L’attuale segretario di Stato, John Kerry, ha infittito i dialoghi con il suo omologo russo, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Perché Lavrov parla un inglese fluente, i due si sentono a tu per tu, senza interpreti né assistenti»

Nota a margine. Iniziativa interessante quella di Obama riguardo Kissinger, sempre se confermata (ma è difficile, di solito a queste cose si addice il segreto), che Rampini spiega dettata dalla debolezza di Putin, il quale in questo momento sarebbe disposto a concessioni pur di uscire dal regime di sanzioni che stanno facendo collassare l’economia russa. In parte è vero, come vera l’altra considerazione di Rampini che vede gli Usa necessitati al dialogo per ottenere l’ausilio di Mosca in alcuni dossier importanti; il contrasto dello strano Califfo del terrore e l’appeasement con Teheran (questione del nucleare iraniano) sul quale Obama sta puntando tanto.

Ma è vero anche che gli Usa non possono permettersi un confronto così duro con Mosca: l’isolamento sta costringendo Putin e Pechino a premere sull’acceleratore dei rapporti bilaterali, con iniziative sorprendenti. Alla lunga tale asse potrebbe mettere in seria difficoltà l’egemonia, parziale ma non troppo, Usa sul mondo.

Riguardo Kissinger, infine, si ricordi che all’inizio della crisi ucraina scrisse un articolo nel quale invitava gli Usa a non forzare il confronto con Mosca. Precedente interessante.