9 Dicembre 2014

La Russia e le profezie dei dirigenti Usa

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Russian President Putin shakes hands with US Secretary of State Rice in the Kremlin in Moscow

Vladimir Putin e Condoleeza Rice

La Russia, sotto la doppia pressione delle sanzioni e del ribasso del prezzo del petrolio, sta cadendo nel baratro di una crisi economica traumatica. Ne scrive, in un articolo della Repubblica del 9 dicembre, Nicola Lombrdozzi. Nell’articolo, i timori del Cremlino per il malcontento che la crisi sta facendo dilagare in Russia, sia tra gli oligarchi, che vedono depauperare il loro patrimonio, che tra la popolazione. Timori che si fondono con l’allarme che tutto ciò possa innescare una rivoluzione colorata in grado di provocare la fine di Putin.

Dopo aver accennato al fatto che la dirigenza russa è convinta che dietro questa crisi, in particolare dietro il crollo del prezzo del petrolio, ci siano gli Stati Uniti, Lombardozzi scrive: «Putin non dimentica i loro [degli Usa ndr.] progetti anticipati ai media internazionali appena l’anno scorso: “Ci vuole una forte crisi economica. Toccati nelle loro tasche, tutto i russi capiranno che questo regime va cambiato. E la contestazione sarà totale, quasi una rivolta“. Tesi curiosamente anticipata dall’allora ambasciatrice Usa McFaul e addirittura dall’ex segretario di Stato Condoleeza Rice, esperta di cose russe».

Titolo dell’articolo: Rublo ai minimi storici crolla la Borsa di Mosca E il Cremlino accusa “Complotto americano”.