25 Novembre 2014

Il Papa: la Chiesa non brilla di luce propria

Tempo di lettura: 2 minuti

605-offerta-dell-obolo-della-vedova-mosaico-parietale-di-s-apollinare-nuovo-vi-secravennaNell’omelia della messa celebrata il 24 novembre presso la Casa Santa Marta, Francesco ha commentato l’episodio evangelico dell’obolo della povera vedova che dà tutti i suoi averi, invero poco, nel tesoro del Tempio.

Così Francesco: «A me piace vedere in questa figura la Chiesa che è in certo senso un po’ vedova, perché aspetta il suo Sposo che tornerà… Ma ha il suo Sposo nell’eucaristia, nella parola di Dio, nei poveri, sì: ma aspetta che torni, no? […] Questa vedova non era importante, il nome di questa vedova non appariva nei giornali. Nessuno la conosceva. Non aveva lauree, niente. Niente. Non brillava di luce propria». In questa donna a Francesco piace vedere la Chiesa: «La grande virtù della Chiesa dev’essere di non brillare di luce propria, ma di brillare della luce che viene dal suo Sposo […] E nei secoli, quando la Chiesa ha voluto avere luce propria, ha sbagliato».

E ha concluso: «Quando la Chiesa è umile, quando la Chiesa è povera, anche quando la Chiesa confessa le sue miserie (poi tutti ne abbiamo), la Chiesa è fedele. La Chiesa dice: “Ma, io sono oscura, ma la luce mi viene da lì!” E questo ci fa tanto bene. Ma preghiamo questa vedova che è in Cielo, sicuro, preghiamo questa vedova che ci insegni a essere Chiesa così, gettando dalla vita tutto quello che abbiamo: niente per noi, tutto per il Signore e per il prossimo. Umili. Senza vantarci di avere luce propria, cercando sempre la luce che viene dal Signore».