31 Luglio 2014

Un ebreo australiano e i cosiddetti "scudi umani" di Hamas

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gaza-palestina-bombardamento-israeliano«Non ci vuole certo un esperto militare per sapere che non stiamo facendo tutto quello che potremmo fare per evitare la strage di civili a Gaza. In questo frangente Israele opera in virtù di una nuova strategia morale, che ci assicura carta bianca anche in caso di “danni collaterali”, consentendoci di sterminare tutti i palestinesi che si trovano sulla linea di fuoco tra noi e i militanti di Hamas. Abbiamo deciso di infliggere morte e distruzione alla popolazione di Gaza e di addossare la colpa al nemico per la nostra brutalità. E siccome un’elevata percentuale della popolazione di Gaza è composta da minori, questo significa che lo Stato ebraico sta massacrando un gran numero di bambini. È un calcolo tremendo, un calcolo scandaloso e mortale, e noi non usciremo da questa guerra con la coscienza pulita». A scrivere queste righe è Moriah Fund, direttore della Fondazione per la democrazia e la società civile, ebreo residente in Australia. L’analisi di Fund è stata pubblicata sul Corriere della Sera del 31 luglio.

Nel testo anche un cenno alla «strumentalizzazione da parte del governo israeliano del rapimento e uccisione dei tre ragazzi ebrei come pretesto per attaccare Hamas in Cisgiordania».

Nota a margine. Nulla da aggiungere alle terribili, quanto condivisibili, considerazioni di Fund, se non che troppo spesso le vittime civili di Gaza non si trovano sulla “linea di fuoco”: bambini che giocavano sulla spiaggia e tanti altri casi similari che hanno suscitato giusto orrore. Né, ad esempio, la distruzione “mirata” dell’unica centrale elettrica di Gaza, un danno inferto a tutta la popolazione civile con conseguenze devastanti, ha nulla a che vedere con il tentativo di colpire i lanciarazzi di Hamas. Piace, in conclusione, riportare un altro cenno di Fund: «Chiunque si azzardi a esprimere sostegno ai palestinesi viene aggredito dai politici e dai social media. In guerra, il nazionalismo detta legge». Altra considerazione tragicamente vera.