28 Maggio 2014

Notes, 28 maggio 2014

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Di Ratman e di altro. Da tempo leggo Ratman, fumetto di Leo Ortolani di rara ironia e intelligenza. A volte, mischiate a battute e gag esilaranti, si trovano cose. Come sull’ultimo numero, del quale riportiamo due passaggi (due dialoghi: il primo tra padre Angelini e un ispettore della polizia suo amico; l’altro tra il padre e Ratman).

La scena si svolge in una chiesa:

Ispettore: «Come mai la chiesa è vuota padre Angelini? È domenica»

Padre Angelini: «Perché pensavo che la gente non venisse in chiesa la domenica perché preferisse dormire, allora ho spostato la messa dalle 10 alle 11»

Ispettore: «E sono venuti?»

Padre Angelini: «No, ma hanno potuto dormire un’ora in più»

Stessa chiesa, altra scena:

Ratman: «Vedrai che troveremo un modo per far tornare la gente in chiesa padre Angelini. Hai letto i miei suggerimenti?»

Padre Angelini: «Servire le ostie con il guacamole non credo sia una buona idea»

Ratman: «E se le facessimo leggermente piccanti?»

Fanno ridere, queste battute, ma anche no, dal momento che c’è più saggezza in queste righe che non in tanti libri di teologia e discorsi di ecclesiastici. Di quanti si affannano a cercare maniere accattivanti per presentare il Vangelo, per avvicinare la gente al cristianesimo con idee innovative, progetti ecclesiali e quanto altro; dove invece è solo la grazia di Dio, lo ha ripetuto spesso papa Francesco, che lavora nei cuori. A noi, anche qui cito il Papa, è chiesta l’apertura all’azione dello Spirito Santo. È il Signore che pone cambiamenti: nella vita personale, delle singole comunità ecclesiali, della Chiesa, nel mondo. Quando siamo noi a porli, anche in buona fede, si fa della dottrina cristiana una idea personale, del cristianesimo una parodia, neanche divertente ché la letizia è dono del Signore (così che ci può essere più gioia in una celebrazione eucaristica normale che in una messa “animata”).

Un’ultima chiosa: è felice l’insistenza sulla messa accennata in queste righe, perché questa è il cuore pulsante della vita cristiana. A questo proposito citiamo un passaggio dell’omelia della messa celebrata da Papa Francesco al Cenacolo, gesto conclusivo del suo viaggio in Terrasanta: «Quanta carità è uscita da qui, come un fiume dalla fonte, che all’inizio è un ruscello e poi si allarga e diventa grande… Tutti i santi hanno attinto da qui; il grande fiume della santità della Chiesa sempre prende origine da qui, sempre di nuovo, dal Cuore di Cristo, dall’Eucaristia, dal suo Santo Spirito».

Così abbiamo accennato anche al viaggio del Papa in Terrasanta, che è stato evidentemente benedetto dal Signore, in particolare per l’incontro con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. Piace ricordare come Francesco si sia recato ai piedi della Madonna, la Salus populi romani a Santa Maria Maggiore, all’inizio del suo viaggio, per metterlo sotto la sua protezione; e che vi sia ritornato al termine, per ringraziare. Gesti di un povero cristiano, di un povero Papa, che affida tutto nelle mani del Signore.

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