14 Maggio 2014

Quando le banche creano denaro dal nulla

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imgres«Da anni vari gruppi di studiosi e associazioni in Usa come in Europa sostengono che se non si limita il potere delle banche private di creare denaro dal nulla la prossima crisi potrebbe essere ancora più devastante della precedente. Il fatto nuovo è che a dirlo è il maggior quotidiano economico del mondo, da sempre pilastro […] della cultura economica neoliberale». Luciano Gallino, in questo articolo apparso sulla Repubblica dell’11 maggio, si riferisce a un articolo di Martin Wolf, pubblicato di recente del Financial Times ( titolo: Spogliare le banche private dal potere di creare denaro). Nel suo scritto, Gallino accenna ai contenuti dell’articolo dell’economista britannico, spiegando che due sono «i chiodi» su cui batte Wolf. «Il primo è che la stragrande maggioranza del denaro in circolo viene creato dal nulla – perché lo Stato glielo consente – dalle banche private al momento in cui concedono prestiti, accreditando l’ammontare sul deposito del richiedente. Quando Ms Jones o la Sig.ra Bianchi si vedono accreditare 100.000 sterline o euro sul proprio conto di deposito […], non un solo euro è stato tolto da altri depositi o dal capitale dalla banca. La somma è stata creata da un contabile con pochi tocchi sulla tastiera».

«Il secondo chiodo su cui batte Wolf è il pesante ruolo negativo che la creazione di denaro svolge a danno dell’intera economia. “Il nostro sistema finanziario è palesemente instabile perché lo Stato prima gli ha concesso di creare quasi tutto il denaro che circola nell’economia, poi si è visto costretto a sostenerlo nello svolgimento di tale funzione. Questo è un buco gigantesco nel cuore delle nostre economie di mercato”. L’autore avrebbe potuto aggiungere che oltre ai trilioni di dollari, sterline ed euro creati dal nulla dalle banche sotto forma di depositi, circolano nel mondo, al di fuori delle piattaforme regolamentate, centinaia di trilioni derivati dalle innumeri denominazioni […] pure essi creati dalle banche private»

Conclude Gallino: Soltanto una forte riduzione del potere “creativo” delle banche può fare uscire i governi Ue dal ruolo di burattini del potere finanziario che attualmente svolgono.  Salvo che, naturalmente, in tale ruolo essi ci si trovino bene, per scelta o per incompetenza».

Titolo dell’articolo Il danno del denaro creato dalle banche.

Nota a margine. Una nuova crisi è inevitabile, avverte nel suo articolo Wolf; se non si sarà pronti, attraverso necessarie contromisure, sarà più tragica di quella presente. L’avvertimento di Wolf, e di Gallino, ha un suo fondamento. Il potere dei circoli finanziari è incommensurabile, ma limitare la libertà incondizionata, e l’immunità sostanziale, di cui godono questi ambiti è l’unico modo per uscire da questa crisi economico-finanziaria. Altre misure anti-crisi, delle quali si dibatte in maniera autorevole quanto autoreferenziale, nel migliore dei casi, sono futili palliativi.